Quando senti parlare di terroir (che si pronuncia terruàr) potrebbe venirti in mente per assonanza la terra e niente di più. Il terroir tuttavia non è questo, o almeno non solamente.
In viticoltura il terroir rappresenta un insieme unico di fattori ambientali, geologici e umani che definiscono il carattere irripetibile di un vino prodotto in un determinato luogo. È una parola francese che identifica qualcosa che in italiano ha bisogno di molte più parole per essere spiegata e compresa: va oltre il semplice “territorio” e riguarda l’interazione tra natura e lavoro dell’ uomo.
Il terroir possiamo vederlo come uno spazio delimitato dove l’ ambiente fisico-biologico (suolo, clima, topografia) e pratiche vitivinicole creano caratteristiche che puoi andare a distinguere nel vino.
L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) lo descrive come un’ insieme di interazioni che conferiscono unicità ai prodotti originari di quel luogo.
Quindi, in pratica, a cosa facciamo riferimento quando parliamo di terroir?
Ci riferiamo all’ insieme di:
- Suolo e geologia: argilla, calcare, sabbia, minerali, drenaggio e fertilità che influenzano le radici della vite e l’assorbimento di nutrienti.
- Clima e microclima: Temperatura, piovosità, vento, esposizione solare e altitudine che determinano il ciclo vegetativo e l’accumulo di di sostanze come acidi e zuccheri.
- Topografia e paesaggio: Pendenza, orientamento dei vigneti e vicinanza al mare o ai rilievi che regolano l’ esposizione solare, l’ umidità e la protezione dalle gelate.
- Fattori umani: Vitigni autoctoni, tecniche di coltivazione, vendemmia manuale, vinificazione e tradizioni locali che completano il quadro, rendendo il vino un’ espressione di cultura.
L’ Importanza in viticoltura
Il terroir spiega perché lo stesso vitigno (es. Nebbiolo) dà vini diversi in zone vicine: un Barolo dal Nebbiolo piemontese è tannico e speziato grazie a suoli tortoniani, mentre un altro Nebbiolo da Valtellina è più elegante per i terrazzamenti alpini.
E questo è solo un esempio, il discorso vale per il nebbiolo ma vale anche per lo syrah, cabernet, verdicchio ecc…
A tal proposito ci tengo a dirti una cosa che reputo importante: é vero che alcuni vitigni, con una certa dimestichezza e pregresse bevute formanti possono essere identificati all’ assaggio abbastanza con facilità grazie a “luoghi comuni” o caratterisctiche che possiamo trovare scritte su molti libri. Tuttavia, e qui riprendo il concetto di terroir, ogni vitigno dà vini a volte anche molto diversi a seconda di dove è coltivato e vinificato visto che i fattori che influenzano il prodotto finale sono tantissimi.
Il mio invito, quindi, è di non preoccuparti troppo di saper identificare un’ uva dentro un bicchiere. Piuttosto prova a ricordare le sensazioni che ti ha lasciato un vino rispetto a un altro, anche se sono fatti con la stessa uva. Solo dopo, se ti va, guarda da dove arrivano: dove sono stati prodotti, in che contesto.
E’ proprio da questo confronto, secondo me, che si comincia davvero a capire cosa significa terroir.


Lascia un commento