I vini che nascono con il ghiaccio

Una delle cose che più mi colpiscono sul mondo del vino sono tutta una serie di sistemi di vinificazione che vanno un po’ oltre all’ ordinario come i vini fatti con acini aggrediti dalla muffa, i vini aromatizzati con spezie, e ciò di cui sto per parlarti, cioè i vini che nascono grazie al ghiaccio.

L’icewine (vino di ghiaccio) è un tipo di vino dolce che potremmo mettere comodamente nella categoria dei vini passiti, ma che al contrario per esempio del passito di Pantelleria non ha niente a che fare con il sole e il caldo secco ma con climi freddi, molto freddi, obbligatoriamente freddi!

Pensiamo a fine autunno, quando in vigna resta poco. I grappoli normalmente non ci sono più. Ma quelli dell’ icewine vengono lasciati li, ad aspettare il gelo.

Il Chaudelune è un vino di ghiaccio prodotto nell’ alta Valle d’ Aosta dalla cantina Cave Mont Blanc con l’uva della zona prié blanc.

In questi mesi, fino a gennaio, l’ uva subirà cicli continui di gelo e disgelo, talvolta tra notte e giorno e così facendo molta dell’ acqua presente all’ interno evaporerà aumentando la concentrazione delle altre componenti, soprattutto dello zucchero.

Arrivati a questo punto, tra dicembre e gennaio, la vendemmia avviene rigorosamente a mano, rigorosamente di notte, a temperature tra -7°C e -12°C. Questo per garantire il congelamento naturale degli acini sulla pianta.

La pressatura è immediata: viene separato il ghiaccio (acqua pura) dal mosto iper-concentrato in zuccheri, acidi e aromi.

La resa, possiamo immaginarlo, è bassissima.

Com’ è nato?

Ci sono diverse ipotesi su come siano nati gli icewine.

Io vi riporto quella che ho trovato più plausibile e accreditata che fa riferimento ad una gelata improvvisa in Franconia (Germania) a fine 1700 che congelò i grappoli spingendo i viticoltori a vinificarli lo stesso per non perdere il raccolto. Il risultato fù un mosto particolarmente dolce.

Questa scoperta del tutto accidentale pose le basi per la produzione volontaria del grande Eiswein (icewine) tedesco, presto replicato in Austria e oltre.

Ad oggi la troviamo anche nella nostra Italia, in zone come il Piemonte, la Valle d’ Aosta e il Trentino Alto Adige. Anche in Canada (diventato il leader mondiale), Usa e Nuova Zelanda in via sperimentale.

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