Lo stesso vino non è mai lo stesso

È un’esperienza comune:
bevi un vino in un certo momento, in un certo posto, e ti resta impresso.

Lo ritrovi tempo dopo, magari a casa, magari con altre persone. Qualcosa è cambiato.

Non sempre in peggio. A volte semplicemente in modo diverso.

Non è (solo) una questione di bottiglia

La prima reazione è pensare che ci sia qualcosa che non torna nel vino:
una bottiglia diversa, un problema, una variazione.

A volte è così, a volte no. Spesso è cambiato il contesto.

Il luogo conta più di quanto pensiamo

Bere un vino in un posto nuovo, in viaggio, in un ristorante o con una persona speciale
è diverso dal berlo a casa, sul divano, senza aspettative particolari.

Perché di luogo in luogo cambia l’ attenzione, il ritmo e quello che stiamo cercando in quel momento.

Il vino non arriva mai o quasi mai in una bocca del tutto neutra.

Anche le persone sono parte del bicchiere

Con chi beviamo e dove beviamo cambia il modo in cui ascoltiamo il vino.

Una bottiglia in compagnia, in silenzio, in un momento di festa o di stanchezza. Non è mai la stessa esperienza.

Insomma, il vino non è tutto dentro al bicchiere.

Il momento giusto non è sempre lo stesso

C’è poi il tempo, quello personale.

Un vino che oggi sembra difficile, domani può risultare molto più chiaro.
Non perché sia cambiato lui, ma perché siamo cambiati noi.

Esperienza, umore, attenzione: tutto influisce.

Non è un difetto, è una caratteristica

Questa variabilità spesso viene vissuta come un problema.
Come se il vino dovesse essere sempre identico a se stesso.

A me personalmente questo piace, è uno dei suoi aspetti più interessanti.

Un altro passaggio del percorso

Con questo articolo voglio distoglierti dall’idea che esista un’esperienza corretta.

Lo stesso vino non è mai lo stesso, perché non lo siamo noi e neanche il contesto in cui lo beviamo.

E va benissimo così.



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