Il Guyot è uno dei sistemi di potatura e allevamento della vite più diffusi al mondo, soprattutto in Europa. Serve a controllare la crescita della pianta e a migliorare la qualità dell’uva.
In pratica, è un metodo che stabilisce come tagliare i rami della vite ogni anno e come disporli lungo il filare.
Il nome deriva da Jules Guyot, uno studioso francese dell’Ottocento che sviluppò questo sistema per migliorare la produzione, rendere la vite più equilibrata e adattare la coltivazione a diversi climi e terreni. Questi studi ebbero esiti così efficaci che il suo metodo diventò uno standard nella viticoltura moderna.
In cosa consiste quindi il sistema Guyot?
Il principio base è questo: ogni anno si lascia un tralcio lungo produttivo e uno corto di rinnovo.
Il tralcio lungo, chiamato anche capo a frutto, è un tralcio che si è sviluppato nella stagione precedente. Viene scelto con cura e piegato orizzontalmente. Da questo tralcio si svilupperanno nuovi tralci che daranno i grappoli nella stagione successiva
Il tralcio corto di rinnovo viene definito anche con la parola di sperone: consiste in una porzione di ramo molto corta (conta di solito una o due gemme) che servirà per l’ anno successivo (rinnovo, per l’ appunto).
Nella stagione estiva il capo a frutto darà… i suoi frutti: partiranno tralci da ogni gemma presente e da essi cresceranno i grappoli.
Dopo la vendemmia e dopo che tutte le foglie sono cadute la pianta entra nel così detto riposo vegetativo e verso dicembre-gennaio il vecchio tralcio (cioè quello che precedentemente era stato il capo a frutto) viene eliminata e viene usato come nuovo capo a frutto uno dei tralci nati da quello che prima era lo sperone.
Insomma: una vera e propria rotazione annuale.


Non so te, io prima di capire il guyot ci ho messo del tempo. L’ avrei capito un po’ prima se fossi andato da un qualsiasi produttore nel mese di gennaio e mi fossi fatto spiegare li per li la procedura.

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