
Immagina di arrampicarti su una montagna ripida, con il vento che ti soffia in faccia con maleducazione e le mani che tremano aggrappate a una roccia.
Ora pensa di dover piantare viti in quel terreno impossibile e raccoglierne l’uva a mano, un grappolo alla volta. Non è una scena da film d’azione, ma il lavoro dei viticoltori definiti eroici.
In alcune zone la natura sembra dire “no” a ogni passo, ad ogni tipo di meccanizzazione e ausilio tecnologico.
Ma l’uomo risponde con testardaggine e passione.
Cos’è la Viticoltura Eroica?
Non si tratta di superpoteri, ma di regole precise.
Parliamo di vigneti arroccati su pendenze superiori al 30% (alcuni arrivano al 70%!), tra i 200 e i 1000 metri di altitudine che a volte vengono anche superati, spesso terrazzati a mano. Niente trattori o macchinari: tutto si fa con le braccia, le gambe e tanto sudore.
Perché farlo? Perché questi terreni estremi rocciosi, ventosi, esposti a grandine o siccità, regalano vini unici. L’uva cresce piano, concentrando sapori intensi: minerali dal suolo, profumi di montagna, freschezza unica. È come se la vite, nella sua lotta per la sopravvivenza in terreni impervi, producesse un vino esclusivo. Quasi a ricambiare il lavoro e la cura che l’ uomo le dedica.
Esempi che Ti Lasciano a Bocca Aperta
In Italia troviamo migliaia di ettari di vigneti eroici e qui te ne riporto solo alcuni esempi né più né meno importanti di altri:
Le Cinque Terre: siamo in Liguria il panorama è fatto di terrazze a picco sul mare, costruite secoli fa per fermare l’erosione. Qui vengono prodotti vini da uve che respirano il mare. Si produce lo Sciacchetrà, un vino dolce passito sapido e con note di miele. I vignaioli usano corde e imbraghi per non cadere in acqua, trasportando sulle spalle le “corbe” contenenti i grappoli appena raccolti. L’unica comodità, se così possiamo chiamarla, consiste in piccole rotaie che si inerpicano per i pendii trasportando cassette con attrezzi, corbe piene di uva e vigneron affaticati dai loro intensi sforzi.
Un altro luogo di viticoltura eroica è la Valtellina, quindi siamo nel nord della Lombardia. Settanta chilometri di aspri pendii valtellinesi regalano un Nebbiolo austero e potente. Ogni anno, centinaia di migliaia di ore di lavoro manuale per vendemmia e potatura.
Anche sulle pendici dell’ Etna, Vulcano attivo i terreni sono difficili: neri di lava a 1000 metri. Qua i vini come il Nerello Mascalese hanno, tra i molteplici sentori, la cenere e frutta rossa, con un’eleganza tutta loro.

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Perché Vale la Pena provarli
Quando mi sono capitati non li ho mai bevuti solo con l’ intento di voler bere un buon vino.
Per me raccontano di resilienza umana contro una natura selvaggia che rema contro. La resa per pianta può essere bassa, il lavoro che c’ è dietro è intenso e sfiancante.
In un mondo in cui ci sono tanti vini industriali perfetti ma spesso anonimi, la viticoltura eroica parla di sé e del territorio dall’ inizio fino alla bottiglia.


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