Nebbiolo VS Pinot Noir

Posted on 14 gennaio 2018

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Sull’ultimo numero della Revue du Vin de France appare una interessantissima degustazione: il Piemonte e la Borgogna. Due vigneti spesso considerati fratelli dai produttori piemontesi. Ma esiste davvero questa similitudine nel bicchiere? Ecco la degustazione che si basa sulla vendemmia 2011, rigorosamente alla cieca da una giuria composta da degustatori della RVF più Marco Pelletier, sommelier proprietario del ristorante parigino Vantre.  Versanti, colline, vigneti modellati ….. Queste sono realtà che esistono dappertutto nel Vecchio Mondo, dove il lavoro e la fatica manuale è una delle facce della definizione di terroir. Se prendiamo la Borgogna: 562 climats ( cru riconosciute) per 28000 ettari , un vero e proprio puzzle.  Un esempio lampante di questa frammentazione è la superficie minuscola de La Romanèe Conti: una cru di 0.84 ha.  In Piemonte l’idea di selezionare i vini dei diversi cru o vigneti appare negli anni 60′.  Il millesimo che hanno scelto è il 2011 un’annata in frutto, accessibile grazie ad un profilo che sposa maturità e rotondità.  Per spiegare meglio le sfumature del Nebbiolo ecco che la RVF ha costruito un parallelo tra le identità geografiche del Nebbiolo e i comuni della Borgogna.

le langhe

Barbaresco, dalle cru più tenere e più di facile accesso rispetto a Barolo, può essere comparata a Chambolle- Musigny. Mentre a Barolo, i vini delicati  di La Morra  offrono un parallelo co quelli di Morey-Saint-Denis.  Lo stesso Barolo è paragonabile allo stile Corton.  Castiglione Falletto  con la loro eleganza e ricchezza sono simili a Gevrey- Chamberlin.  Monforte, con i suoi vini strutturati,  potrebbe essere un Nuits-Saint- Georges. Serralunga , grazie alla sua profondità, un Vosne-Romanèe. 

Passiamo alla degustazione dove il 2011 ha privilegiato il Piemonte con vini più ampi, ricchi , complessi e con una ricchezza di profumi ed aromi spesso superiore. Il 2011 Bourguignonne ha sofferto di tonalità vegetali e terrose. I vini presenti in degustazione sono sotto elencati secondo un ordine di classica. La scelta delle bottiglie, il perché il come non sono stati spiegati. Cheers

18.5/20 BAROLO MONVIGLIERO- BURLOTTO

Un’esplosione di fragole, oliva nera, tartufo ti avvolge il naso. Il palato si distingue per la sua tenera freschezza, la sensualità dei tannini e la straordinaria persistenza . Un vino che ha letteralmente sorpreso i degustatori. Uno stile indotto da una lunga macerazione delle uve intere che apporta, paradossalmente, una grande dolcezza tannica al Nebbiolo. Irresistibile e affascinante seduttore.

18.25/20 BAROLO CASCINA FRANCIA- GIACOMO CONTERNO

E’ la grande bottiglia della degustazione. Al di là dello stille, ben oltre le mode, il vino abbina una finezza e talento alla massima potenza. La qualità dei tannini è di una raffinatezza immensa. Sapori siamo nel “libro aperto” del Nebbiolo: fragole, incenso, cuoio, finocchio, catrame. Una bottiglia che bisogna assaggiare per potere capire la grandezza di cui è capace il Barolo.

vigneti gattinara

18/20 GATTINARA- NERVI

I degustatori sono usciti dai confini delle Langhe pur restando sempre nella stessa regione e nello stesso vitigno. Questo vino abbina la spontaneità del frutto maturo alla morbidezza di una struttura sensuale, una freschezza di aromi e una nobilta di espressione.

17/20 CLOS DE LA ROCHE GRAND CRU- DOMAINE HUBERT LIGNIER

Bella materia, profondo e fermo che sembra ancora nella prima fase di gioventù: tra frutto rosso fresco e presenza clorofilliana. La classe e l’ampiezza di questo vino sono la firma dei Grands Crus della Cote de Nuits. Il vino ha faticato moltissimo  ad aprirsi durante l’aerazione rimanendo su un registro mentovato che non ha convinto pienamente.

16.5/20 BAROLO LE VIGNE- SANDRONE

Il naso è ancora chiuso, austero con note di cuoio e catrame. Il palato è ampio con tannino molto raffinati. Stile classico.

16.5/20 POMMARD VIGNOTS- DOMAINE NICOLAS ROSSIGNOL

La definizione di frutto è incredibile : amarene e ciliegie.  La bocca ha un perché sensuale, con tannini polverosi, un finale fresco, con sentori di rosa e vegetale nobile.

16.5/20 BARBARESCO CURRA- SOTTIMANO

Un Nebbiolo discreto e raffinato che si apre in dolcezza. Una paletta di frutti rossi aciduli. L’aereazione accentua un sentore di legno che era nascosto all’apertura della bottiglia

16.25/20 BAROLO BRUNATE- ROBERTO VOERZIO

Molto concentrato e denso. Molto espressivo,ricorda i frutti rossi maturi, il cioccolato e la liquirizia. Ricchissimo al palato . Per alcuni questo vino avrà la capacita di bonificarsi con l tempo; altri vedono una struttura zuccherina che manca di distinzione.

16.25/20 BARBARESCO RISERVA ROCCALINI-CASCINA ROCCALINI

Un vino seduttore dagli aromi di amarena, arance candite, spezie, senza essere mai “pesante”. Un’azienda giovane ma promettente

16/20 BAROLO BRICCO DELLE VIOLE- VAJRA

Un vino denso e vivo con tannini ben presenti ma molto eleganti che prolungano la sensazione minerale. Un Barolo intenso ma già accessibile e espressivo

16/20 MOREY-SAINT- DENIS- DOMAINE DUJAC

Un ottimo Pinot con eccellente maturità. Punta vegetale molto accentuata ma non intacca la nobiltà del vino. Nonostante la denominazione di village si distingue per il suo stile classico

15.75/20 LANGHE SPERSS- GAJA

Suo classico stile moderno, molto ben fatto ma senza “patria”. Un naso con note di grande maturità mette in valore un frutto soave che è messo in valore da un affinamento lussuoso , speziato e lattico.

15.5/20 BARBARESCO- PRODUTTORI DEI BARBARESCO

La cooperativa del Barbaresco conferma la sua buona reputazione con questa bottiglia di discreta qualità. Uno stile caloroso e strutturato, giudicato tradizionale dai degustatori.

15.5/20 VOLNAY PREMIER CRU CAILLERETS- DOMAINE BERNARD MOREAU ET FILS

Ottima finezza, tannino delicato, qualità dell’affinamento, con note di cioccolato e violetta.

Nella facia dei 15/20 si trovano:

BAROLO ORNATO-PIO CESARE

MOULIN A VENT- CHATEAU DU MOULIN A VENT

 

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