Mas de Daumas Gassac = grand cru della languedoc oppure copia incolla bordolese?

Posted on 8 gennaio 2018

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Un “vignoble” magico, che ha fatto sognare tutti noi sommeliers. Vini rossi di grande carattere, vini bianchi da sogno. Siamo nell’hérault, nella valle del Gassac, una zona ricca di storia che si estende a ridosso delle cittadine di Montpellier e Beziers, i paesi catari vittime di una crudele crociata. Terre di mistero, religione e di paesaggi fantastici ecco dove nacque uno dei vini miti della viticoltura francese. Gia ai tempi di Carlo Magno questa era una terra consacrata ai vini prestigiosi: nel 780 DC abbiamo testimonianze di Saint Benoit d’Aniane , consigliere appunto del re Magno, che scrive sulla bonta di questi nettari. Il tempo scorre e le vendemmie si susseguono fino ad arrivare negli anni 70 quando Veronique e Aimè Gubert, alla ricerca di una casa di campagna, finché non trovano un terreno con un vecchio mulino abbandonato appartenuto alla famiglia Daumas.

Iniziano a programmare e fantasticare: cosa piantare? Vigneti, ulivi , frutta oppure mais? Grazie all’intervento di un noto geologo bordolese, specialista dell’interazione tra suolo e uva, il quale ribadisce e conferma la presenza di un grande terroir paragonabile alla Cote d’Or della Borgogna. ” Terroir da Grand cru assoluta, ma prima che sia riconosciuta passeranno 200 anni” ecco le parole del geologo. Il resto, con la prima vendemmia commercializzatane 1978, è pura storia o leggenda. Cabernet Sauvignon a 80%, più una ventina di vitigni che contribuiscono al restante 20%. Cabernet Franc, Tannat, Malbec, Merlot, Petit Verdot, Syrah, Carmenere, Pinot Noir, Dolcetto, Barbera e Nebbiolo ecco i “vitigni dimenticati”.

Questo stupendo vino rosso ha l’austerità appartenuta ai grandi vini di Bordeaux, che a volte non hanno più In verità questo vino ha la struttura base  concentrata sul Cabernet Sauvignon, uno dei vitigni principe del bordolese, ma ha aperto la via alla grande complessità dei vini della Languedoc. Nessuno credeva al potenziale di queste terre e i coniugi Guibert hanno sfatato questo mito credendo nel loro progetto, o sogno. Sicuramente è considerato come uno dei grandi vine “de garde” dell’universo francese ma ha la sua personalità tipica dei vini del sud.

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