Gesu ed il vino

Posted on 13 aprile 2017

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Il vino nella Bibbia è una bevanda molto “nominata”, secondo uno dei libri cult, Oxford Companion to Wine, la vite è la pianta più menzionato. Uno studio della Università Brigham Young, in Utah, ha analizzato il vecchio testamento venendo alla conclusione che la parola yayin, (cioè vino nel vecchio ebraico) viene utilizzata 140 volte. La prima cosa che fece Noe, dopo 40 giorni di alluvione, fu quella di piantare una vite. Ma anche Gesu non è immune all’uso del vino. Ricordiamoci che, in uno dei suoi primi miracoli, trasformo l’acqua in vino. Poi, in seguito, durante l’ultima cena utilizzo l’analogia del sangue e del vino. Va bene, appurato, che il vino era la bevande principe del vecchio testamento a noi interessa sapere che tipo di vino bevevano i nostri predecessori.

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Non è facile stabilire che tipo di vitigno utilizzavano in quei tempi. Comunque uno studio dell’associazione enologi israeliana, grazie al DNA e reperti archeologici, ha permesso di portare alla luce circa 70 varieta di vite, di cui 20 erano idonee per produrre vino. Ecco l’articolo pubblicato sul New York Times. Una azienda israeliana , Recanati  Winery, ha prodotto, nel 2015, un vino chiamato Marawi, appunto dal nome del vitigno storico. Un vino bianco prodotto solamente ion poche bottiglie, 2480, che ha un affinamento in barrique di rovere francese di circa un anno. Ma ai tempi di Re David e Gesu, utilizzavano già le botti di legno in Medio Oriente? Comunque le note decantano questo vino dalla mineralita e acidita agrumosa uniche, Se vi puo interessare, la prima vendemmia 2014, è stata premiata da Robert Parker con un 90. Ma a parte questo progetto di recuperare vecchie viti tramite il DNA, a npoi interessa sapere cosa e come si beveva.  Geroglifici e scritti di Plinio il vecchio, hanno spiegato qualcosa sull’uso del vino ai tempi di Gesu. Alla fine era sicuramente un vino non filtrato, e di conseguenza non morbido, come ai giorni nostri, ma piuttosto duro, direi, a causa della continua esposizione dei materiali organici, che oggi sono filtrati. L’aggiunta di mosto incrementava il tenore alcolico ed anche lo “strato” tannico, rendendo il vino ruvido. Come compesanzione a questa durezza c’era lo zucchero del mosto aggiunto che rendeva meno ruvido il sapore finale del vino. Il vino rosso era , probabilmente, molto carico in colore, ed ecco perche veniva spesso associato al sangue. Il vino bianco non esisteva ( almeno come lo conosciamo oggi), sicuramente non separavano le bucce per poi fermentare separatamente. Il vino fatto da uve “bianche” era probabilmente ambrato. Alla fine era un vino di grande corpo, austeri rosso oppure ambrato, tanto che spesso era “tagliato” con l’acqua. Ma quali sono i vino odierni che più sono simili al vino della Bibbia? E’ difficile dirlo ma , se si vogliono cercare delle analogie, forse il Tannat dell’Uruguay potrebbe essere quello piu vicino.

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Posted in: massimo sacco