Gli attori del Rossese = Ka Mancinè

Posted on 22 dicembre 2015

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Prosegue la scoperta dei grandi “attori” del Rossese; Questa volta spetta a Ka Mancinè.

Potete descrivere la vostra azienda ( storia, situazione, vitigni, superficie) e il vostro incarico all’interno della stessa ?

Soldano comune del ponente ligure situato sulle sponde del torrente Verbone ,che da il nome a questa piccola vallata. Il primo atto notarile che riconosce l’esistenza di questo piccolo paese, di circa 870 abitanti. è del 1267. Inizialmente la sua economia puramente agricola, era basata sulla coltivazione di fichi, mandorle e nocciole, Il suo nome originario era Castrum Soldani, derivante dal fatto che vi siano stati deportati alcuni prigionieri saraceni, cioè la “gente del sultano, catturati durante le battaglie di Almeria (1147) e Tortosa ( 1148). Nel 1676 soldano, insieme ad altri sette comuni della zona intemelia, si affranca dal giogo genovese, e costituisce la comunità detta degli “otto luoghi” e vive sereno fino all’avvento di napoleone e alla proclamazione della repubblica ligure. Nella zona di “ galeae “ dove l’azienda ka*mancinè produce uno dei suoi più importanti vini, era considerata una delle prigioni dell’epoca dove i detenuti venivano deportati e lasciati a loro stessi, da qui il nome “ galea” uguale “ galere

vigneto Galeae

vigneto Galeae

“. Galeae si trova sui 400 mt. sul livello del mare in un anfiteatro naturale con posizione sud est. di fronte, in cima ad un poggio sorge la vigna di “ beragna “ il più storico vigneto dell’ azienda, datato 1876 .Con i suoi antichi ceppi di “rossese di dolceacqua” sorretti ancora oggi, dalle sue vecchie “scarasse” , pali di sostegno utilizzati normalmente in vigna.

 

vecchie vigne di Rossese

vecchie vigne di Rossese

È qui che la famiglia Anfosso “ dei mancinei “ ha realizzato il più bel sogno: quello di ridare vita a ciò che in epoche passate il capostipite dei mancinei aveva creato con fatiche oggi inimmaginabili. Il nome “ Mancinè “ deriva dal capostipite che essendo mancino di fatto, veniva così diversificato dai vari “ Pietro” del paese. Il nome Aggiunto alla parola “ KA”, sta per casa, con l’uso della cappa,che vuole ricordare la storia saracena e il tempo moderno in cui ci troviamo. In queste terre dove da secoli si coltiva la vigna nasce il rossese. Denominato nel 1972 “ Rossese di Dolceacqua” o “ Dolceacqua “ prendendo il nome dal paese più rappresentativo, ma non per questo più importante, è storia che uno dei paesi più forti per la produzione qualitativa e quantitativa era soldano. Oggi si cerca di riportare la qualità in questa valle ,dove nuove generazioni di viticoltori stanno lavorando sorretti da sogni e pazzia, perché solo questa può aiutare in certe imprese al limite delle fatiche umane ed economiche. Da qui nasce l’associazione “viticoltori del Rossese di Dolceacqua vigne storiche “ dove sette aziende dirette da giovani imprenditori, cercano di risolvere problemi comuni, sponsorizzando questo prodotto ancora oggi forse un po’ poco conosciuto. Anche l’ azienda ka*mancinè partecipa a tutto questo credendo nell’associazione  come unico sbocco di salvezza per questa piccola ma grande realtà. Il futuro e pieno di sorprese per questa giovane azienda che cerca di trovare il massimo in questo grande vitigno, ancora oggi sottovalutato per le sue qualita . La ricerca punta alla nobiltà degli aromi, che solo una zona come la nostra può esprimere con i suoi grandi profumi. L’azienda oggi produce per il 90% Rossese di Dolceacqua ed il restante 10% Tabaca o Massarda, uva autoctona a bacca bianca per produrre il nostro unico bianco “Tabaka”. La superfice totale di proprietà è di 30.000 mt (3 ettari) vitati.

Quali sono i vostri progetti futuri?

I nostri progetti futuri sono l’ampliamento della superfice vitata in zona “Galeae” e l’acquisto di contenitori di cemento per la conservazione dei nostri vini.

Un vino della vostra azienda a cui siete particolarmente legati?

Il vino a cui siamo maggiormente legati è il Rossese di Dolceacqua “Beragna” che consideriamo la massima espressione del Rossese il Dolceacqua per definizione.

la famiglia Anfosso

la famiglia Anfosso

Potete descrivere in termini sensoriali questo vino?

Rossso rubino scarico. Al naso note minerali, già sapido, sensazioni di olive in salamoia, con note di acciuga sotto sale, fruttato e floreale. In bocca sapido, fresco, poco tannico, persistente. Equilibrato, il naso si rispecchia in bocca. Il Rossese per definizione.

Un vino, del panorama internazionale e nazionale, che vi ha stupito positivamente?

Amiamo molto i Pinot neri francesi i vini dell’Etna. Centro Italia, Aglianico del Vulture

Perche avete scelto questo vino?

Eleganza e bevibilità, precisione e sapidita

A che vino o vitigno internazionale piace paragonare il vostro?

Pinot nero di Borgogna

E un segnale positivo oppure negativo paragonare il vostro vino ad un altro più conosciuto internazionalmente?

Preferiamo non avere paragoni, diciamo che il paragone è necessario solo nel caso in cui il degustatore non ha mai bevuto il nostro vino. Il Rossese di Dolceacqua è per definizione il Rossese di Dolceacqua

Un vostro sogno nel cassetto?

Vinificazione in troncoconico di legno e maturazione in contenitori di cemento.

La regione italiana, la nazione europea o extra europea , dove vendete il maggiore numero di bottiglie?

Liguria – Lazio. La nazione Europea Irlanda e Germania. Extra Europea Stai Uniti.

Come vedete il futuro enologico della vostra DOC?

In evoluzione, La tipologia del nostro vino ci porta a credere in un futuro prosperoso.Un vino Gourmet che ci permette diversi abbinamenti con piatti nazionali ed internazionali, una facile beva, senza rinunciare ad una elegante complessità.

Come vorresti una tua DOC ideale?

Sempre più legata al territorio e meno all’astrattismo enologico.

Legno oppure no?

Dipende dalla tipologia del vitigno, in riferimento al Rossese di Dolceacqua, si in vinificazione, un po’ più complesso il bilanciamento in affinamento. L’affinamento del Rossese in botte di legno richiede tempi più lunghi per riequilibrare il vino.

Perche un consumatore dovrebbe scegliere i vostri prodotti piuttosto che altri?

La facilità degli abbinamenti, la bevibilità, e la grande eleganza, rara in questi anni.

Il futuro commerciale del vino è legato a quale fattore? ( esempio vendita on line, mercati esteri, agenti commerciali oppure no etc etc)

Distributori specializzati, che siano essi legati al mondo del Web o alla distribuzione classica.

Credete nelle guide enologiche?

Oggi penso siano rimasti dei buoni elenchi telefonici, credo un pò meno sul grado di giudizio, comunque ancora utili.

I concorsi sono utili?

No

Meglio i concorsi italiani oppure stranieri?

Non saprei, non amo molto le competizioni in campo enologico, difficile valutare il livello raggiunto, secondo me, nel vino resta alto il giudizio personale, difficilmente misurabile.

Marketing oppure no?

Il Marketing fa parte di ogni realtà commerciale, anche se si vuole trasmettere l’artigianalità e la naturalità, necessità un capacità di comunicazione che è legata alla sfera del Marketing.

Bianco, rosso oppure rosè? Siete tradizionalisti oppure innovatori?

Tutti, basta che siano fatti bene.

La figura del sommelier è importante?

Molto importante è il tramite tra chi produce e chi consuma.

Un vino che vorresti assaggiare almeno una volta nella vita?

Chateau Latour 1986

Andreste ad investire nelle aree vinicole dei nuovi paesi emergenti del New World?

Se avessi i capitali, perché no. Oggi dobbiamo pensare di investire su i nostri territori e sulla nostra mano d’opera, scusate se pecco di nazionalismo, ma il vino per natura è nazionalista.

 

 

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