Pol Roger = il rispolvero di una grande maison

Posted on 6 ottobre 2014

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La maison Pol Roger è rimasta ancora famigliare con una produzione annua di 1.500.000 bottiglie. Possiede 89 ettari di vigneto che rappresenta più del 50% di approvvigionamento, il che nella regione champenoise è molto importante per il fattore qualità. Uve che provengono dalle colline di Epernay, dalla Cote des Blancs ( villaggi come Oiry,Cuis,Cramant) la Montagne de Reims con il villaggio  mitico  di Ambonnay e poi premieres crus villages come Mareuil  sur Ay, tanto per capire è dove ha sede la Billecart Salmon. I tre vitigni dello Champagne sono presenti per un terzo di ognuno. Le fermentazioni malolattiche sono sistematiche ( è quello che apporta rotondità), le debourbage si fanno a freddo per aumentare l’intensità aromatica, la prise de mousse viene effettuata con una capsula ( invece del tappo in sughero) per aumentare la purezza degli aromi. Le diverse cuvees si differenziano per l’invecchiamento dei vini di riserva oltre che l’origine delle crus. Pol Roger è uno champagne, che negli ultimi anni, ha ritrovato la “verve” che ne ha fatto la gloria negli anni 50 e 60. Sono di vini di grande stoffa e struttura che hanno la capacità di invecchiare nel tempo. Alla degustazione c’era con me Hubert de Billy, la quinta generazione di proprietari, ed abbiamo iniziato una bella chiacchierata sullo Champagne.

pol roger

Innanzitutto i paesi dove Pol Roger è presente: ovviamente al primo posto per esportazioni è l’Inghilterra :Paese dove sono presenti da decenni e che ha accompagnato molte cerimonie reali nel corso degli anni ( tra le ultime le nozze di Kate e William; nel UK addirittura non hanno diritto di fare la mescita cioè la vendita al bicchiere, per preservare le quantità destinate al mercato. Secondo posto la Francia, poi la Svezia, gli Stati Uniti, la Germania, e poi Giappone e Italia.

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L’Italia, mi ha detto Hubert, è stata per anni il tallone d’Achille della maison con una presenza sul territorio non paragonabile alla qualità dello Champagne. Tra una flute e l’altra abbiamo discusso della tendenza di usare i vecchi vitigni della regione ma su questo preferisco glissare sulle sue risposte……

Poi sono arrivati alcuni colleghi sommeliers ( Cyril Jaegle di Dionysis  e Dominique Milardi dell’hotel Meridien) ed abbiamo iniziato con la degustazione.

POL ROGER CUVEE PURE-extra brut

Assemblaggio di 1/3 di Pinot Noir,1/3 Chardonnay e 1/3 Pinot Meunier. Ovviamente il dosage è zero. Invecchiamento di tre anni con una percentuale del 20% di vini di riserva. Bottiglia che è nata come sfida ma che presto conquista per le sue qualità. Un vino che mi è piaciuto molto con una precisione di aromi  molto marcata con note saline alla ribalta. Note di fiori bianchi e rose. Bella freschezza con una mineralità gessosa sempre molto presente. Vino leggero e fine con un finale su note agrumate di pompelmo. Ottimo da aperitivo 15.9/20

POL ROGER BRUT RESERVE

Assemblaggio di un terzo per ogni vitigno. Dosage a 9 grammi. Contiene un 25% di vini di riserva e tre anni di invecchiamento nelle cantine dell’azienda. Champagne ottimo con palato molto fruttato. Un leggero e fine “ridotto” dei vini di riserva con note fresche di scorzetta di limone e mandarini dolci. Bel finale teso e minerale. Champagne ottimo da aperitivo ma può accompagnare piatti leggeri. 15.5/20

POL ROGER 2004

Un 100% Chardonnay proveniente dalle grands crus di Avize e Mesnil ( principalmente). Nove anni in bottiglia per una produzione di 50.000 bottiglie. Un grande lavoro è stato fatto da Dominique Petit ( Chef de Cave Pol Roger) dopo il superbo 2002 sono riusciti quasi a ripetersi. Un naso fine ma complesso su note di brioches e lieviti,agrumi ( zest limone in primis) come il cedro. Al palato dimostra più ampio, più generoso che le recenti annate. Mineralità sostenuta da un’ottima freschezza con note di pan zenzero, mango, mela rossa. Ottimo già da adesso ma può migliorare tra un paio di anni. Da assaporare in solo…. 17.2/20

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POL ROGER WINSTON CHURCHILL 2002

Siamo davanti ad un monumento: basta pensare che negli ultimi 30 anni hanno prodotto solamente dieci millesimi. Più Chardonnay che Pinot Noir proveniente solo da vigneti Grands crus. Il naso è timido ma dimostra già un’ottima maturità del frutto. Note di limone, di fiori bianchi leggermente appassiti come lo zafferano, estrema complessità con note minerali gessose. Un vino di carattere tutto in finezza. Un vino da aspettare con pazienza per poterlo apprezzare pienamente. Uno dei must dello Champagne. 18.6/20

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POL ROGER ROSE 2006

E’ un vino contrastato dal mio punto di vista. Ma andiamo per ordine. Pol Roger non produce nessun Champagne rosè non millesimato. Il 2006 è assemblato con un 50% di Pinot Noir e 35% Chardonnay provenienti dalle premieres e grands crus della Montagne de Reims e Cote des Blancs. Circa un 15% di Pinot Noir ( Coteaux Champenoise Rouge) provenienti da villaggi come Bouzy, Ambonnay e Cumieres è vinificato in rosso nello stesso stile della sopra citata AOC. Dopodiché viene aggiunto all’assemblaggio prima della seconda fermentazione. E’ uno Champagne strutturato e lo si nota già dal colore. Pensato per la tavola, cioè da accompagnare un’ottima cena, con un frutto che regala sensazioni  di fragole selvatiche, ciliegia e zest di arancia. In bocca ha un’attacco molto morbido, vellutato ed avvolgente con note di tamarindo contornato da una freschezza suadente. Un vino che è molto fine con una ottima persistenza finale. Da abbinare a dolci con frutti rossi. 16.2/20

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POL ROGER RICH

E’ la tipologia demi sec. Siamo sulla stessa tipologia del Brut Reserve con lo stesso assemblaggio con la sola differenza dello zucchero residuo : 34 g/l contro i normali 8/9 del Brut. I sentori mielosi e di brioches sono ben bilanciati con la freschezza sempre presente che rende il vino meno stucchevole. Da provare con i dolci, magari con un buon panettone artigianale. Originale. 15.5/20

CONCLUSIONI

Maison che riesce a mantenere ancora lo spirito famigliare. Negli ultimi anni hanno ritrovato lo spirito che ha fatto la loro gloria negli anni 60. Grande patrimonio di vini di riserva che sono perfettamente integrati senza nascondere il frutto e grande regolarità di tutta la gamma. Un must nello Champagne di qualità.

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