I nuovi gioielli dei vignaioli Specogna

Posted on 31 luglio 2014

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Con grande sorpresa lunedì ho visto arrivare nel ristorante a Monaco  un grande personaggio del mondo vinicolo: Cristian Specogna con la sua compagna Violetta Babina. Era un sacco di tempo che non vedevo Cristian e mi ha fatto molto piacere potere discutere con loro di tutto ma, soprattutto, di vino. Da diversi anni servo al bicchiere sia la Ribolla Gialla che il Pinot Grigio, conquistato dall’immediatezza del frutto e dalla relativa semplicità ( in senso buono perché questi due vini trasmettono un piacere delicato e sincero) di queste due bandiere dell’azienda Specogna. Stiamo parlando di una azienda leader del Friuli, alcuni giorni fa ho detto la mia a proposito della crisi dei vini del Collio, ebbene ho lanciato alcune conclusioni e soluzioni al problema ma quando si tratta di Ri-promuovere questi vini ebbene seguite ciò che fa il dinamico Cristian ed avrete una delle soluzioni…

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Ribolla Gialla in compagnia d’eccellenza

 

Cristian mi  ha parlato della sua nuova linea di vini: il Duality Sauvignon Blanc, l’Identità che è un blend di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla cioè i vitigni per eccellenza del Colli Orientali. poi mi ha presentato una piccola perla: Pinot Grigio Ramato assemblato con il sistema Solera e con una base di vintage 2007. Con questo “favoloso” bicchiere in mano ho avuto lo spunto di farvi condividere le mie sensazioni. Iniziamo dal Sistema Solera che non a tutti è familiare: si tratta di un metodo usato nella regione spagnola dell’Andalusia, dove si produce uno dei migliori vini al mondo, lo Sherry. E’ un sistema che è anche conosciuto sotto il nome di assemblaggio frazionario appunto perché il vino vecchio è “rinfrescato”  con l’aggiunta di altro vino delle nuove annate, sempre dello stesso tipo. Nello Sherry il sistema è adottato per uniformare il vino, eliminando molte differenze che possono esistere tra le varie annate e i vari barili. Si parte dalle botti piazzate in cima ad una specie di piramide per arrivare alla botte finale, quella più in basso, che è chiamata Solera ed è il punto finale prima che il vino venga imbottigliato. Ebbene i fratelli Specogna sono riusciti a regalarci un’emozione con un Pinot Grigio fatto di un assemblaggio di diverse annate e dove l’ossidazione, sempre presente, regala momenti sublimi. Altro particolare importante è l’etichetta che è interamente in cotone .

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PINOT GRIGIO RAMATO “SOLERA”

Già dal colore mi accorgo che non siamo davanti ad un vino classico ma a qualcosa di eccezionale. Le tonalità sono di un rosato bronzeo, appunto ramato, la famosa buccia di cipolla. Il naso è un master di complessità dove le sottili note ossidative,( noci ,mandarle e nocciole), si mischiano a sentori fruttati intensi che spaziano dal rabarbaro, mela cotogna, prugna nera secca, accenni di lampone e fragole in eau de vie e zenzero. Grande questa complessità che arriva al naso ma è molto fine, quasi eterea. In bocca l’attacco è secco, molto secco ma con note minerali e ossidative che si fanno largo sulla lingua. Ottimo equilibrio tra l’ alcool, che è ben presente, e la freschezza che dà una ottima piacevolezza. Struttura ottima, lungo e persistente al palato con sensazioni di fiori e frutta appassita sul finale. Spezie dolci che mi ricordano leggermente il curry ed il rabarbaro. Grande vino, ottimo come aperitivo con formaggi stagionati e grandi prosciutti crudi, ma si accorda molto bene anche con la cucina giapponese a base di pesce crudo.

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SAUVIGNON DUALITY 2011

Il Sauvignon Blanc Duality è un prodotto che assembla due diversi vigneti di questo vitigno: uno esposto a sud e l’altro a nord ovest. I vigneti si trovano ad un’altitudine di circa 180 metri slm. La fermentazione avviene in barriques, non tostate, di rovere per 18 mesi e poi l’assemblaggio delle due parti e via con affinamento di 12 mesi in acciaio. Queste sono le caratteristiche tecniche di questo Sauvignon Blanc. Il colore del vino è un giallo paglierino molto chiaro, quasi trasparente con sfumature di giallo. Il naso è molto intrigante. Io solitamente assaggio il vino senza leggere le schede tecniche, e appunto al naso ho sentito due identità di Sauvignon completamente diverse, quasi in contrasto, in una specie di guerra per la supremazia degli aromi . Alla fine il vino si trasforma e si amalgama con queste due caratteristiche. Subito si avvertono aromi mielosi, di pesche gialle ben mature che mi fanno pensare ad un Sauvignon molto maturo con note di frutta esotica come il mango. Poi all’improvviso arrivano note più verdi, quasi vegetali e con sentori delicati di pompelmo rosa ,anice e menta selvatica. Il legno è molto ben integrato e si avverte poco lasciando spazio al frutto. In bocca l’attacco è quasi dolce, mieloso ma molto minerale con un’ottima tensione acida che lega la struttura del vino. E’ ben strutturato, con una buona complessità che si ri-sente al palato ed ha un finale lungo. E’ un vino di classe, particolare che esprime bene il territorio del Collio. E’ un vino da gastronomia, da tavola e si può abbinare a preparazioni a base di pesce alla griglia, timballi di asparagi, carne bianca con salse delicate e leggere. Da provare con formaggi di capra leggermente stagionati.

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IDENTITA 2011

Qua siamo davanti a tre dei principali vitigni dei Colli Orientali : Friulano ( 70%), Ribolla Gialla ( 15%) e Malvasia ( 15%). Fermentazione ed affinamento in botti di rovere da 15 hl, dopodiché il vino viene messo in vasche acciaio dove riposa per ulteriori 12 mesi. Il colore è un giallo paglierino intenso con sfumature verdognole. Il naso è molto delicato nei profumi  che variano dai fiori, agrumi tipo il limone e lime, mandorla, note di salvia e anice e frutta gialla come la pesca e susina. Anche in questo caso il legno è molto ben integrato e lascia spazio ai sentori varietali. Al palato è strutturato,minerale, caldo ma ben bilanciato da un’ottima freschezza. Buona l’armonia finale che regala sempre note di frutta gialla e spezie dolci. Il finale richiamo un leggero sentore di mandorla. Un vino che ci regala la classicità dei tre vitigni con sentori di terroir non indifferenti, anche qua siamo davanti ad un vino di stoffa e carattere. Vino che può essere apprezzato con un prosciutto crudo magari come aperitivo. Comunque si accompagna bene alla cucina a base di crostacei e pesci di mare e fiume: ottimo con un salmone in salsa gravad lax, marinatura svedese a base di aneto. Un piatto di formaggio Asiago stagionato, il Casolet, il mitico Comtè francese.

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