Cantina Gemma = alla scoperta di un’ottima realtà piemontese

Posted on 5 giugno 2014

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E’ sempre un piacere chiacchierare con Silvano Piacentini, proprietario della Cantina Gemma a Serralunga d’Alba. Silvano lo conosco da anni, ha visto cambiare i vari concetti del  ristorante ( da argentino a giapponese passando per una cucina simil mediterranea) ma è sempre rimasto fedele al posto, o alle persone…. I vini della Cantina Gemma li ho conosciuti al Decanter World

silvano piacentini

silvano piacentini

Wine Awards dove prendono sempre una medaglia, soprattutto i due fantastici Barolo.  Gemma nasce nel 1978 quando Silvano Piacentini decide di fondare una nuova realtà produttiva nella zona di produzione del Barolo, nel comune di Serralunga d’Alba, all’interno di una vecchia cantina già proprietà dell’Opera Pia Barolo dei Marchesi Falletti collocata nel centro storico del paese a ridosso dello storico castello medievale (i locali risultano oggi completamente ristrutturati e dotati di moderne attrezzature di vinificazione e di un nuovo parco botti).Anche il figlio di Silvano, Luigi, dopo varie esperienze in importanti aziende vinicole italiane, partecipa all’attività aziendale occupandosi della parte commerciale e del marketing.

Nel corso del 2012 l’azienda si è dotata di una nuova e moderna struttura, realizzata con tecniche costruttive innovative dove si attua l’intero processo produttivo, dalla vinificazione all’imbottigliamento e spedizione, tale struttura si trova a pochi chilometri di distanza dalla sede storica in via Alba 11/C.

vigneto giubellini

vigneto giubellini

L’azienda Gemma dispone di una proprietà diretta di vigneti pari a circa 25 ettari, distribuiti tra diversi  comuni delle Langhe tra cui Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba, di cui il 65% rappresentato da impianti di Nebbiolo da Barolo. A Serralunga d’Alba l’azienda conduce vigneti in località Cerrati e Collareto, mentre a Monforte d’Alba è coltivato il cru Giubellini (da cui l’omonimo Barolo Giblìn). L’età media degli impianti di Nebbiolo è 25-30 anni, con densità per ettaro oscillante tra i 4500 e i 5500 ceppi. I vigneti da Dolcetto sono ubicati nel comune di Roddino (e più precisamente nella rinomata sottozona Madonna della Neve)  e quelli da Barbera nel comune di Alba (vigneto Bricco Angelini). Altresì di proprietà dell’azienda è un piccolo vigneto di Rossese bianco in località Giubellini – sottozona di Monforte d’Alba dove questa antica e tardiva varietà piemontese a bacca bianca è riuscita a sopravvivere fino ad oggi – da cui viene ricavato un raro vino bianco, il Verdiana. Anche il figlio di Silvano, Luigi, dopo varie esperienze in importanti aziende vinicole italiane, partecipa all’attività aziendale occupandosi della parte commerciale e del marketing.

vigneto madonna della neve

vigneto madonna della neve

A partire dal 1990 entra a far parte dell’azienda l’enologo  Giorgio Barbero. La cantina produce numerosi vini che spaziano dal Dolcetto, Barbera, Barolo, Barbaresco, Langhe rosso e bianco, Arneis, Gavi, Moscato insomma una vera e propria campionatura dei vini delle Langhe. Ho degustato alcuni dei suoi vini una domenica pomeriggio di giugno.

da destra a sinistra ecco Branko Grizelj, Anthony Fordham e Cristophe Dumas

da destra a sinistra ecco Branko Grizelj, Anthony Fordham e Cristophe Dumas

Insieme a  Branko Grizelj  ed i Maitre d’Hotels: Cristophe Dumas, Pascal Bulanda e Anthony Fordham. Il primo vino degustato è stato il Dolcetto d’Alba.

DOLCETTO D’ALBA MADONNA DELLA NEVE 2012

E’ un vino che ci è subito piaciuta per la sua immediatezza e freschezza del frutto. Vinificazione avviene totalmente in acciaio a temperature controllate per potere estrarre aromi molto puliti e franchi. L’affinamento è totalmente in vasche inox. E’ un vino che non vede legno, giustamente per potere esprimere aromi di frutti rossi , specialmente lampone, e di fiori come il geranio e la violetta di campo insieme ai classici frutti di bosco. Al naso è molto immediato, franco, quasi verace con una buona maturità del frutto. I profumi immediati salgono nelle narici e rimangono per molto tempo. Ottimo. Al palato l’attacco è equilibrato con sensazioni profonde di uva raccolta ad ottima maturità. La freschezza c’è ed è pronunciata, come ci si aspetta da un buon dolcetto, che mitiga la sensazione alcolica regalando un’ottima armonia. Al palato risentiamo gli aromi di frutti di bosco, le fragoline, e un leggero gusto ammandorlato. E’ un vino da bere nell’immediatezza, con la sua piacevolezza. Si riconosce la bontà del terroir grazie ad un’ottima maturità che regala profumi molto eleganti e distinti. Vino da bere con buona parte della cucina italiana ( antipasti, salumi, pasta) e che bene s’abbina con piatti come sashimi di ricciola con sentori di yuzu e sesamo.

pascal bulanda in degustazione

pascal bulanda in degustazione

 

BARBERA ALBA BRICCO ANGELINI 2010

Anche qua siamo davanti ad un ottimo terroir. Il colore è un ottimo rosso rubino quasi brillante ed ottima concentrazione; il rim è  su tonalità aranciate, buona la viscosità con archi abbastanza fitti. Il naso è intenso su aromi fruttati e floreali. Un accenno di speziatura ci segnala un passaggio in barrique di circa 9 mesi. Frutti come la prugna, ciliegia, accenni di fragoline di bosco mature, un pout pourri di fiori esiccati dove predominano le ginestre, sambuca ed una nota suadente di fiori di arancio. Il legno c’è ancora con sentori che ricordano un leggero fumè e spezie dolci; non aggredisce ma accompagna la trama del vino. Il frutto, in generale, è maturo. Al palato si ha un attacco immediato che dimostra il notevole equilibrio del vino. L’alcool è ben presente ma è addomesticato da una freschezza leggermente sapida. Ritroviamo le note fruttate del naso con tannini morbidi ed ormai ben integrati nella struttura del vino. Finale su note speziate. Un vino facile, con ottima beva. Un vino duttile che può essere accompagnato anche a piatti a base di pesce , con l’accorgimento di servirlo ad una Temperatura intorno ai 10°.

BAROLO 2010

Ottimo colore classico del Nebbiolo con un’intensità cromatica trasparente. Il rim è ancora su note trasparenti. Ottima la viscosità con archetti fitti . Al naso è molto esplosivo a livello aromatico con note fruttate di ribes rosso, lampone, petali di rosa canina, leggeri sentori speziati di cardamomo e cannella. Il tutto in un ottimo mix aromatico molto equilibrato su cui risalta la croccantezza del frutto che risulta maturo. Il legno è presente e si è ben integrato nel corpo del vino. Il Barolo 2010 spende il suo affinamento in grossi botti di rovere di Slavonia ed una parte nelle classiche barriques. Al palato colpisce all’attacco questa immediatezza e franchezza del frutto che ritorna con sentori di prugna, susine, scorza di arance. L’alcool è presente ma ben addomesticato dalla freschezza. Tannini fitti ma mai aggressivi o dominanti. Ottimo finale. Vino che mi è piaciuto per la sua franchezza e frutto vero e le sue note balsamiche. E’ un Barolo vero, semplice che potrebbe indicare la via da seguire.

BAROLO COLAREI 2009

Ottimo colore con una buona estrazione: toni di rosso rubino con un rim ancora giovane senza accenni di evoluzione. Il naso è molto fine, elegante con un ottimo frutto maturo ed un legno molto ben integrato e mai invadente. I frutti rossi e neri sono all’onore: ribes, lamponi, mora con note di spezie come la cannella ed il legno di sandalo che gli danno una nota esotica. Sottobosco, note leggere di pepe, funghi ed un accenno di tartufo ed un finale mentolato. Al palato ha un attacco di frutta matura con un ottimo equilibrio tra freschezza ed alcolicità. I tannini ci sono ma sono nobili, quasi setosi ed avvolgenti. L’alcolicità è presente nel retrogusto insieme a note minerali argillose. E’ un grande vino, con un frutto croccante ed una complessità soave, legato al terroir. Vino che ovviamente necessita di tempo per esprimere tutto il suo potenziale.

 

 

BAROLO RISERVA GIBLIN 2006barolo giblin

Il colore è accattivante con toni di rosso rubino trasparente  ed un rim leggermente su toni aranciati. Il naso è pieno di fascino, è complesso, fine ed elegante con le note di legno che si sentono ma non danno fastidio anzi aumentano la complessità. Frutto maturo, prugne secche,violetta, terra, sottobosco, susine selvatiche. Un’esplosione di frutta. Cannella, aneto, salvia accenni di cioccolato ed ecco che la complessità è servita. Al palato ha un attacco molto equilibrato quasi morbido, che gioca con naturalezza tra freschezza ed alcolicità. I tannini sono nobili e mai fastidiosi , ma ci sono eccome
se ci sono!! Ritrovo sapori di ciliegie sotto spirito , la caramella mou ed ancora spezie con una spiccata mineralità leggermente oscurata dall’esuberanza del frutto. Grande vino di carattere internazionale da annoverare tra i best of Italy.

 

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