Quintessence 2010-Chateau Henri Bonnaud

Posted on 23 agosto 2013

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E’ un vino che ho degustato l’altra sera ed esprime bene il terroir del sud della Francia.  Siamo ovviamente nelle terre di Provenza e l’AOC Palette rappresentata la più piccola dell’insieme delle denominazioni Provence.

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Siamo solamente a 46 ettari vitati la creazione dell’AOC risale al 1948; qui troviamo forse i migliori vini bianchi provenzali, dei rossi generosi e potenti e dei rosè tesi e nervosi sempre uniti dal comune denominatore della freschezza.. Siamo ad est della città di Aix en Provence, ai piedi della magnifica montagna di Sainte Victoire, tanto cara a Cezanne, e qua in questi terroir rocciosi, calcarei che si può godere di un micro clima speciale dove alle giornate soleggiate si contrappongono delle notti molte fresche sempre alimentate da una benefica brezza marina sempre presente. Questa AOC è nota grazie al leggendario Chateau Simone che, grazie all’incredibile freschezza dei suoi vigneti con esposti al nord ha fatto conoscere al mondo i suoi rossi, rose e bianchi dalla spiccata propensione all’invecchiamento.  Ma la denominazione Palette possiede anche vigneti che guardano al Sud con uno strato di ghiaia calcarea lacustre dell’era terziaria ( chiamato Langesse) che gli conferisce una straordinaria tensione e mineralità.

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Chateau Henri Bonnaud possiede 14 ettari in questo settore soleggiato dal 1920, anche se fino al 1996 l’azienda ha “dormito” un po: è infatti con l’arrivo di uno dei nipoti di Henri Bonnaud, Stephane Spitzglous che l’azienda ha finalmente voltato pagina.  Nel 2010 Stephane abbraccia l’agricoltura biologica e dal 2012 anche la vinificazione è totalmente biologica.  Quintessence è un’assemblaggio di Ugni Blanc ( il nostro Trebbiano), Clairette Blanc e Clairette Rosè. Il colore è un’ottimo giallo paglierino dai riflessi leggermente argentati. Il naso è molto fine, delicato dagli aromi di buccia di  pesca, agrumi come il cedro e frutti esotici come l’ananas. Ottima complessità e potenza . In bocca è molto armonioso, ampio, l’alcolicità è stemperata dalla freschezza con un finale minerale e sui frutta cotta con acceni di vaniglia bourbon, molto delicati. Il vino è fermentato ed invecchiato in barrique di tostatura molto leggera e di ottima qualità. E’ un vino da godersi in aperitivo oppure grazie ai sentori leggermene iodati da accompagnare a piatti di crostacei e perchè no le ostriche. Ottima la longevità.

 

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