Moet et Chandon= l’arte secolare del rosè

Posted on 19 agosto 2013

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Sfogliando la Revue du Vin de France del mese di luglio/agosto mi sono soffermato sulla bella intervista a Paolo Basso, Migliore Sommelier del Mondo 2013 a Tokjo , e sulla degustazione di Champagne Rosè della maison Moet et Chandon un viaggio alla scoperta di 126 anni vini rosè. La degustazione si è svolta all’Hotel Bristol di Parigi ed il giorno dopo alle cantine della Moet a Epernay, alla presenza di Benoit Gouez, chef de cave della Moet, e di una ventina di “fortunati” giornalisti provenienti dal mondo intero. In questo post “copio ed incollo” l’articolo della RVF con le loro note di degustazione. Innanzitutto una piccola parentesi sul mondo del Rosè, perchè questi vini in Champagne erano quasi inesistenti 20 anni fa, mentre ora rappresentano 8/9% del volume totale dello Champagne. Da Moet et Chandon, oggi una bottiglia prodotta su cinque è Rosè, un’escalation vertiginosa: ma perchè questa crescita? Sicuramente il riscaldamento climatico con conseguente migliore maturazione delle uve ha permesso di ottenere dei Pinots adatti a costituire rosè millesimati di qualità adatti all’invecchiamento. Ecco che allora il potente marketing delle aziende champenoises ha iniziato a “spingere” sulla moda Rosè. Ritornando al colosso Moet bisogna ricordare che la loro produzione ufficiale di rosè millesimati inizia nel 1920 con 39 annate complessive prodotte.  Gli archivi della Moet  hanno registrato un documento datato del 1801 che attesta l’acquisto del futuro Imperatore Napoleone 1 di 100 bottiglie della cuvee Rozè 1794.  Dal 1997 la Moet produce stabilmente il proprio rosè non millesimato, prima di quella data erano solamente prodotte le bottiglie millesimate secondo le decisioni dello chef de cave. Il vintage 2004 è  il millesimo numero 39 della Moet. Ma ora via alla favolosa degustazione.

rose imperial

ROSE IMPERIAL  15/20

Non millesimato, prodotto da una base di vini del 2009 con un 20% di Pinot Noir. Leggera riduzione, con bocca franca e equilibrata. Finale fresco e teso che sviluppa ottimi sentori amari. Rosè ruffiano ma ineccepibile dal dosage poco percettibile, 9 gr/l

rose 2004

ROSE 2004  15,5/20

22% vini rossi di Pinots,45% di Pinot Noir ed il resto di Chardonnay.Colore salmone , naso vivo ed espressivo su note di lampone: Bella freschezza, trama ancora chius, con ottimo vigore. Dosage molto basso a 5 gr/ l. Elegante ma ancora austero

ROSE 1998  16/20

In Magnum. Incredibilmente dominato dallo Chardonnay nell’assemblage. Vino diritto, preciso ed elegante nei sapori ed aromi. Finale liquirizia, speziato e fresco. Un classico

ROSE 1995   13/20

In Magnum. Il naso manca di profumi. La bocca è piena e vigorosa, con sentori di funghi e ossidazione che si accentuano con l’aereazione. Problema di sughero.

ROSE 1990   15,5/20

Magnum, recentemente degorgè. Colore buccia di cipolla, bollicine molto fini. Carattere solare e finemente tostato, riflette bene l’annata nella sua corpulenza ma manca di vigore ed ha un finale molto corto

ROSE 1985  15/20

Il naso ricorda i fiori secchi ed il fieno. Un po dimesso e castigato con una bollicina molto rarefatta. La bocca manca di freschezza ma seduce per la sua delicatezza. Piacerebbe più tono per questo vino cha ha già fatto il suo tempo

ROSE 1983  17/20

Segnato da note di frutti rossi con conseguente proporzione importante di Pinot Noir. Naso e bocca sono in simbiosi in questo vino carnoso e vigoroso, dalla struttura fresca e piena accompagnata da una bolla abbondante. Ancora pieno di energia.

ROSE 1980  16/20

Recentemente degorgè. Colore aranciato, bolla fine e regolare.Gli aromi di caramello e mele al forno contrastano con la trama cremosa e croccante,nervosa e fresca. Grazie al dosage generoso abbiamo questa splendida armonia

ROSE 1976  14/20

Magnum. Il colore è scuro ed il naso segnato dall’ossidazione. Ancora espressivo con una bollicina presente, il vino resta denso e strutturato, ma amaro riempe la bocca.

ROSE 1961   18,5/20

Sontuoso naso tostato e caramella mou. Carnoso e cremoso, la bocca ricorda la nocciola ed evolve all’aria su sapori di mandarino. Perfettamente equilibrato, molto persistente, con energia. Un grande vino

ROSE 1955   15/20

Note di funghi freschi, vino teso ed acidulo, austero nel finale. Si tiene sull’ossatura della sua acidità che si sta spegnendo. Era l’ultima bottiglia della cantina di Moet

ROSE 1949   18/20

Colore arancio chiaro meravigliosa espressione di gioventù.Naso discreto ma rivitalizzante che evoca la buccia d’agrumi. La bolla è ancora presente, la bocca è tutta in vivacità e freschezza, quasi fuori dal tempo, con deliziose note di mandarino. Sembra che abbia 30/40 anni di meno

the_bottle_of_the_grand_vintage_rose_1878_in_the_moet_chandon_reserve_des_grands_millesimes_-_mars_2013

ROSE 1878   16/20

Una delle tre bottiglie ritrovate nelle cantine, aperta dopo 135 anni di invecchiamento per quello che è, secondo le parole di Benoit Gouez, il più vecchio rosè ancora esistente. Il colore è ramato ma luminoso. Il naso evoca la noce con note di Sherry. Con 100 gr di zucchero, si tratta di un vino dolce piuttosto che un Champagne, tanto che la bolla è sparita. Abbastanza vivo, la struttura regala sentori di arancia, albicocca e zucchero di orzo che sono molto persistenti. Vino venerabile che sfugge ai criteri dello Champagne attuale è comunque una vera emozione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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