Fratelli Mancini :Umbria, verde e terroir

Posted on 22 marzo 2013

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Marina Betto racconta e degusta  i vini di una splendida regione e di un’ottima azienda : i fratelli Mancini.

mancini

Dalla regione Umbria, centrale nello stivale italiano,come un cuore incastonato tra boschi e vallate, proviene un vitigno scuro, quasi nero, concentratissimo : il Sagrantino.

Da questa uva potente, ricca di polifenoli, antociani e tannino, nasce un vino di importante struttura, quasi solido, tanta è la materia che lo compone.

Fino a trenta quaranta anni fa di quest’uva si faceva solo passito.

La doc del Sagrantino ha come centro Montefalco dipanandosi tra Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano.

Tutti i vigneti a cordone speronato, centoventi ettari di medio impasto sassoso, dei Fratelli Mancini sono all’interno di questa doc,mentre 12 ettari di vigna soleggiata sono ubicati nella piana sotto Montefalco, nel comune di Castel Ritaldi ; Alberto rappresenta la terza generazione ad occuparsi di viticoltura , attività svolta dalla famiglia fin dal tardo ottocento. Il suo lavoro si svolge in vigna, che segue e coltiva, pensando ai reimpianti che vanno fatti ogni dieci anni , lì tra quelle valli interne a trecento cinquanta metri sul livello del mare, oasi che d’estate si infuoca con un’eccessiva calura.

Un tempo si badava solo alla quantità, quando il vino era un alimento, un sostentamento importante per le famiglie; le torchiature erano eccessive e spinte, e il prodotto che nasceva era molto forte, con un estratto secco consistente,color di mora, carico di tannino,un carburante, un petrolio commestibile. Da dieci, quindici anni le cose sono molto cambiate e i vini prodotti sono più leggeri e freschi, ed escono come Sagrantino , Rosso di Montefalco e Sangregorio.Spesso si aspetta una surmaturazione dell’uva prima di vendemmiare il Sagrantino, poi una bollitura sulle bucce per una ventina di giorni e la svinatura, per ottenere con una pressa ad aria il fiore del mosto; non viene filtrato e appena svolge la malo lattica in acciaio, passa tre anni in barrique di un anno e due anni in barrique di secondo passaggio per finire con l’ affinamento in bottiglia per sei mesi.

montefalco

Il Rosso di Montefalco è composto da 70% di Sangiovese, 15% Merlot e 15 % Sagrantino, che rimane in barrique per 18 mesi e poi fa sei mesi di bottiglia. Speziato e di piacevole morbidezza .

L’etichetta in blu del Rosso di San Gregorio è lo stralcio di una stampa francese ottocentesca rappresentante fiori; annuncia la classe innata e la finezza di questo blend di Sangiovese 80% Merlot 10% e Sagrantino 10%, essenzialmente lo stesso uvaggio del Rosso di Montefalco, ma Sangiovese e Merlot fanno solo acciaio e poi viene inserito un 12% di Sagrantino DOCG , quindi un vino che ha già fatto tre anni di invecchiamento. Qui si ascolta la ciliegia, la rosa,in un potpourri floreale e di sottobosco, cipriato.La bocca avverte il tannino in equilibrio, che riesce a scivolare elegante tanta è la morbidezza.

Il Sagrantino di Montefalco 2008 è di colore intenso rosso rubino, fitto e impenetrabile; il profumo è dei piccoli frutti di bosco misti alla ciliegia nera, seguiti da un alito mentolato. Denso al palato, è fresco e imperioso , già levigato nelle astringenze tanniche, che con il passare del tempo regaleranno corpo più armonioso e suadente.

Con grande enfasi Alberto Mancini racconta che a Udine gli sono stati proposti dei “gamberoni alla Busara” scottati nella salsa di pomodoro e spezie in abbinamento con il suo Sagrantino, e aggiunge che anche una ricca Bouillabaisse provenzale si accorda giustamente con questo vino.

Come il colore degli occhi e dei capelli danno l’espressione di una persona, dalla verde Umbria , che produce oli e vini di qualità, ci si deve aspettare un vino che sa di bosco, di terra antica, santa, possente e sostanzialmente concreto, concentrato, che solo il tempo potrà smussare per poter attingere un lungo ieratico respiro.

 

 

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Posted in: marina betto, umbria