Ritratto di un vigneron= Erick de Sousa

Posted on 29 novembre 2012

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Il ritratto di uno dei vigneron eccelsi dello Champagne che è un esmpio di lavoro, rigore e creatività.

De Sousa sono passati dall’ombra alla luce in appena tre generazioni. Il nonno di Erick arrivò dal Portogallo in Francia per aggiungersi alle truppe francesi durante la seconda guerra mondiale. Di seguito suo figlio Antoine sbarcò in Champagne e sposò una ragazza della regione e creò l’azienda. Erick ha preso le redini dell’azienda nel 1986 sui terroir di Avize. Le cantine scavate nel gesso, custodiscono un piccolo tesoro: tre anni di stock. Charlotte, la figlia di Erick racconta: tutti i vini sono invecchiati tre anni sui lieviti. Una volta all’anno effettuiamo il remuage a mano per rimescolare i lieviti e dare sostanza al vino. Le giropalettes da noi sono a riposo, infatti tutte le cuvees speciali hanno il remuage a mano. Al di sopra delle volte della cave si trovano le botti in legno. Si tratta di un esperimento che il papà di Erick fece e che suo figlio finalizzò con la creazione della Cuvee des Caudalies nel 1989. Per migliorare ancora la qualità ha voluto percorrere una nuova via. Per migliorare la qualità dei vini e la mineralità ha iniziato a rispettare la vita batterica della terra e di non inquinare.

Sul modello di Anne Claude Leflaive in Borgogna oppure di Humbrecht in Alsazia, Erick ha iniziato a modificare la sua materia prima per migliorarla e perciò si inizio alla biodinamica. Da allora il vigneto è molto più resistente, la vita batterica è nuovamente attiva, si rivedono i lombrichi e le coccinelle. Iniziò con due ettari nel 1999, per poi aumentarli progressivamente fino a colonizzare i 9’5 ettari dell’azienda, per la maggiore parte piantati con Chardonnay, poco Pinot Noir e Pinot Meunier.  Erick racconta:  abbiamo avuto buoni risultati ed allora abbiamo continuato. E’stato un passo importante e difficile, non utilizziamo diserbanti e facciamo tutto a mano e di conseguenza sono grandi investimenti. La biodinamica ha portato i suoi frutti, i vini hanno guadagnato in purezza e stile, nello stesso tempo i dosaggi sono diminuiti ed il tempo di invecchiamento allungato di due anni. Gli champagne di Erick hanno una complessità e una densità incredibili. L’età delle vigne, il lavoro in botti e sopratutto i vini di riserva invecchiati parzialmente  nel legno apportano una bella complessità. Il Brut Reserve è un chardonnay, di grands crus, in purezza ed è un ricordo del nonno in quanto alla sua epoca aveva solamente uve a bacca bianca, perchè erano meno richieste rispetto a quelle a bacca rossa.

Un’altra cuvee di cui mi sono innamorato è la Cuvee des Caudalies, creata nel 1995 è un blanc de blancs vinificato integralmente in legno, senza chapitalisation ( cioè l’aggiunta di zucchero nel mosto, siamo talmente al nord che l’uva può avere difficoltà a maturare correttamente) e senza troppi solfiti. il più vicino possibile al frutto dell’uva ed allora ha creato anche una versione rosè ed una millesimata. Nel rosè lo chardonnay è dominante ( 90%) e con un’integrazione di Pinot Noir al 10%. Ultimamente un puro Mesnil sur Oger 2005 ha raggiunto la gamma di bottiglie. reputati per la loro austerità e la loro potenza , gli chardonnay di Mesnil sono messi in evidenza dalla rotondità del millesimo. Solamente 1500 bottiglie prodotte che riposano tranquillamente in cava e che sono già state tutte vendute. Questa bottiglia uscirà dalle cantine in occasione delle feste di fine anno. Prossimo step di Erick una cuvee Cheval, prodotta da vigne lavorate solamente alla trazione animale.

http://www.champagnedesousa.com/images/videos/desousa_video_it.mp4

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