Barbadirame Rossese di Dolceacqua Superiore 2009

Posted on 10 marzo 2012

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Infine ieri sono andato nella splendida piazzetta Mauro a Doceacqua dove si trova il punto vendita della Cooperativa Riviera dei Fiori. Qua sono stato accolto molto gentilmente da una signora dall’accento straniero, a Dolceacqua vivono molte persone provenienti dal nord Europa e non, che mi ha illustrato tutti i prodotti della cooperativa, invitandomi anche ad un assaggio dei vini. Gentilmente ho chiesto il Barbadirame , la signora mi ha detto che rimangono solo alcune bottiglie del 2009 e che il 2010 sarà messo in vendita tra un mesetto.

Nessun problema, preferisco avvicinarmi gradualmente all’ottima annata 2010 passando attraverso un millesimo come il 2009 che molti giudicano alcolico. Pago l’importo di 15 € e parto alla volta di case che dista circa 7km da Dolceacqua. PS) la sera poi siamo andati con mia moglie e mia figlia in un simpatico agriturismo -ristorante proprio nella parte sud della piazzetta “ I Gumbi da U Zena” ricavato in un ex frantoio: i gumbi sono infatti le vasche in pietra dove gira la mola per macinare le olive. L’agriturismo produce anche olio e Rossese di Dolceacqua.

Dopo questa breve parentesi ritorniamo ad occuparci del vino della Cooperativa.

La Cooperativa Riviera dei Fiori scarl nasce nel 1978 per riunire i produttori di vino Rossese di Dolceacqua sparsi sul territorio.

Dopo pochi anni, grazie all’impegno dei viticoltori, la produzione di Rossese di Dolceacqua ha avuto uno slancio qualitativo notevole, ottenendo riconoscimenti importanti nel settore enologico.Nel 2007 la cooperativa crea la linea di vini Maixei. Il termine dialettale maixei (che si pronuncia maiƷεi)è usato nel ponente ligure per indicare i muretti a secco che sostengono le fasce di terra destinate alla coltivazione di vigneti, uliveti, fiori e ortaggi.

Su questi terreni coltivati a terrazze, che rendono così caratteristico il paesaggio, crescono le vigne del Rossese da cui nascono i vini Maixei.

L’ultimo nato è Barbadirame e segna l’inizio di un nuovo modo di interpretare il Rossese per Maixei.

Il Barbadirame ha sicuramente un nome importante e per questo la cooperativa ha voluto abbinare al Rossese una permanenza in legno, barriques di secondo passaggio. L’uva Rossese, rigorosamente raccolta a mano ( anche se è inutile specificare in quanto in queste terre la raccolta meccanizzata è impossibile) proviene dai vigneti dei soci della cooperativa nelle valli Verbone e Nervia. La fermentazione avviene a temperatura controllata (30°C) in vasche di acciaio inox e condotta da lieviti selezionati . Durante la macerazione (6-8 giorni), più lunga rispetto alla versione classica, il mosto-vino viene seguito mediante analisi chimiche ed organolettiche e sulla massa in fermentazione vengono eseguite operazioni (rimontaggi e delestage) che consentono di ottimizzare l’estrazione di colore e corpo.

Il legno, uno strumento fondamentale nelle mani dei tecnici, un elemento vivo che entra in gioco nel delicato processo di vinificazione senza diventarne il protagonista. Contenitore e contenuto dialogano. Il vino respira attraverso il legno, questo è il segreto, che si svela nel bicchiere” così viene presentato il connubio legno/rossese dalla cooperativa:” un Rossese vero, autentico, che si svela nella sua eleganza d’altri tempi. Una nota dolce, calda, bilancia il lieve amaro tipico del Rossese e si mescola al floreale e allo speziato”.

Un vino importante dedicato ad un artista importante, che come il Rossese è ambasciatore di Dolceacqua in Italia e nel Mondo. Un omaggio doveroso e sentito ad un grande dolceacquino, che con il suo tratto inconfondibile ha rappresentato la sua terra così orgogliosamente contadina, inscindibilmente legata alla vite e all’ulivo: trattasi di Mario Raimondo, in arte Barbadirame, pittore, scultore che visse appunto nella cittadina ligure.

ROSSESE DOLCEACQUA SUPERIORE BARBADIRAME 2009   16,1

Il vino appare di un colore rosso rubino molto scarico, quasi trasparente ( caratteristica del Rossese) con unghia neutra senza accenni evolutivi.

Il primo naso è fine, elegante, il frutto è maturo e il passaggio in legno molto discreto.

Il secondo naso si apre con aromi di rosa canina, liquirizia, leggero humus mischiato a sentori della macchia mediterranea ( quella che i francesi chiamano “garrigue”). Il finale ci porta profumi di frutta rossa come le ciliegie e specialmente l’amarena.  Il naso è molto piacevole e tentatore con quella sua immediatezza e piacevolezza; non è invadente come certi 2009 ed altri rossese passati in legno ma manca di profondità e mineralità doti essenziali in un vino haut de gamme come questo. Non sento una perfetta intesa con il terroir.

In bocca l’attacco mi regala sensazioni quasi dolce quasi a sottolineare la buona alcolicità e maturazione del frutto. L’insieme èstemperato da un’ottima acidità che permette una discreta bevibilità. I tannini sono molto fini e mai fastidiosi. La persistenza è buona e la bocca ci ragala ottime sensazioni di amarene molto mature. Finale leggermente amarognolo ed alcolico. Ottima riuscita per questo rossese legato al legno, l’idea di utilizzare botti di secondo passaggio è ottima anche perchè non si snatura il vino; a parere mio manca di profondità e simbiosi con il terroir e posizionandosi in una fascia di prezzo medio alta è quasi un’obbligazione. Dimentichiamoci però i paragoni con il Pinot Noir che è tutto un’altra cosa.

 

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