Collio Pinot Grigio 1989, Venica

Posted on 28 febbraio 2012

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Avrei voluto essere con Giampaolo Venica ad assaggiare e deliziarmi con un Pinot Grigio del Collio del 1989, cioè di 23 anni . Ho assaggiato altri vini come il Pinot Gris d’Alsazia, stretto parente dell’italico grigio, che da terroir Grand Cru ci regala vini dalla spiccata speziatura ed acidità che li mantengono sempre eleganti anche quando si tratta di selection des grains nobles.

Mai avrei pensato ad un Pinot Grigio del Collio che arriva ai 23 anni senza perdere un colpo anzi migliora. Non che metto in questione la bontà del terroir del Collio o quella del produttore, anzi, ma mai avevo sentito di longevità eccelse a riguardo di questa uva. Ebbene l’amico Giampaolo ha degustato una bottiglia di Pinot Grigio del Collio del 1989. Giampaolo di cognome fa Venica, un’azienda che da oltre 80 anni produce vini su 37 ettari  nei vigneti attorno a Dolegna del Collio. Azienda conosciuta all’estero, pluri premiata in Italia con il loro eccelso Sauvignon Ronco delle Mele che prende il massimo dei riconoscimenti da tutte le guide italiane e non. Venica produce un sensuale e suadente Chardonnay, una Malvasia aromatica ed intrigante,per non parlare poi della Ribolla. Insomma da questi parti si producono grandi vini bianchi che hanno la stoffa per ritagliarsi il loro spazio nell’elite dei grandi bianchi internazionali.

Qua sotto il magnifico video che illustra la storia ed il ciclo della vite all’interno dell’azienda Venica.

Ho fatto fatica a credere ai miei occhi quando ho stappato questa scompigliata etichetta dell’89. Temevo di essermi spinto troppo in la… ma quando dopo aver stappato un tappo completamente bagnato, ho guardato e riguardato l’etichetta pensando ad un errore di 20 anni tanto fresco si è rivelato questo vino!

Volevo dimostrare al mio ospite, un noto giornalista russo che anche una varietà come il Pinot Grigio ha il suo carattere . E quale poteva la migliore maniera se non con un buon Pinot Grigio di 23 anni!!

Il primo segno particolare è il colore giallo paglierino molto vivace, nessun riflesso che faccia pensare all’ossidazione e ai 23 anni. Il naso è tutt’altra cosa perché si apre ad una complessità suadente che identifico come spaziatura aromatica (frutta ma anche noce moscata).

In bocca dimostra tutta la morbidezza dell’evoluzione ma stupendamente integrata con la freschezza dell’acidità che ha naturalmente permesso al vino di conservarsi. Più intrigante ancora è il ritrovare al palato quella speziature che evoca il pepe nelle sue sfumature di colori.

Il risultato ha sorpreso pure me e l’abbinamento con un D’Osvaldo di 36 mesi e la caciotta di Zoff alla salvia è stato più che azzeccato!

Salute!

Giampaolo Venica

PS)D’Osvaldo è il mitico prosciutto di Cormons, mentre l’Azienda agricola  Zoff  produce vari tipi di formaggio tra cui le caciotte aromatizzate con varie erbe tra cui, appunto, la salvia.

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