Rosso della Bora 2009, Castello di Rubbia

Posted on 22 febbraio 2012

1


Siamo ancora nelle terre carsiche per questo rosso molto interessante. E’ un IGT rosso Venezia Giulia ed è un assemblaggio del vitigno tipico del Carso, il terrano con l'”intruso” Cabernet Sauvignon. Il terreno calcareo tipico del Carso con argilla si presta particolarmente alla coltivazione delle due varietà. Ho stappato la bottiglia ieri sera e l’ho accompagnata con un piatto di carne cruda all’albese, risultato stupendo!!! Grazie alla carne eccelsa comprata da un macellaio amico di None ( cittadina nei dintorni di Torino) ma soprattutto grazie a questo splendido vino.

Era la prima volta che mi avvicinavo al Terrano e, sebbene assemblato con il più rotondo Cabernet , ho potuto sentire la potenza “terrena” di questa uva autoctona.

L’allevamento dell’impianto è un Guyot unilaterale; la densità d’impianto  è di 9.000 viti per ettaro e la resa per ettaro  di40 quintali. Le uve vengono coltivate nel rispetto del territorio, seguendo quindi la biodinamica e vendemmiando solo al raggiungimento della piena maturazione fisiologica delle uve. Lavoro esclusivamente manuale – potatura invernale (fine gennaio), piegatura e scelta delle gemme, cimatura, spollonatura, diradamento, sfogliatura e vendemmia. Lavoro meccanizzato – taglio dell’erba e trattamenti biologici e a basso impatto ambientale.

terrano

Il colore è molto profondo, quasi impenetrabile. Il primo naso è fine, accenni di evoluzione, il frutto è maturo.

Dopo la raccolta le uve vengono diraspate e pigiate. Nelle botti di acciaio avviene il processo di lunga macerazione sulle bucce e fermentazione spontanea con lieviti autoctoni. Il vino si affina esclusivamente nelle vasche di acciaio per 8 mesi, si stabilizza in modo spontaneo e non viene filtrato. Dopo l’imbottigliamento il vino rimane in affinamento per almeno 6 mesi.

Il secondo naso è un’esplosione di frutti neri come mirtilli e more mischiate ad aromi più esotici che mi ricordano la badiana e l’anice. Un leggero accenno di cuoio e marasche sotto spirito insieme a pepe nero quasi a sottolineare l’importanza alcolica del vino. Un finale su aromi di fieno.

In bocca si ha un attacco molto dolce ,quasi a sottolineare l’ottima maturazione dell’uva, subito stemperato dall’ottima acidità, caratteristica del terrano. La percezione alcolica è notevole ma ben equilibrata dalla freschezza che non affatica il vino, anzi lo rende più elegante. I tannini sono molto fini, la mineralità è presente ma non ingombrante, la persistenza è media. Il finale si attesta su sentori di prugna e rosa. Un’ottima scoperta  e ottimo assemblaggio di questi due vitigni lontani ma vicini come particolarità del terroir.

Annunci