Vitovska 2009 Venezia Giulia IGT, Castello di Rubbia

Posted on 20 febbraio 2012

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Castello di Rubbia nasce alla fine degli anni ’90 come progetto enoturistico alberghiero. L’azienda riprende l’antica tradizione vinicola che ebbe inizio nel XVI secolo con i conti Egg. La proprietà si trova a San Michele del Carso in provincia di Gorizia e comprende l’azienda agricola con 13 ettari di terreno coltivato a vite, il castello storico, in fase di ristrutturazione, circondato da 170 ettari di bosco e sedici chilometri di trincee e cannoniere sotterranee della Grande Guerra.

natasa cernic

Castello di Rubbia ha scelto di valorizzare i vitigni autoctoni del Carso quali il Terrano, la Vitovska e la Malvasia, che rappresentano nel modo migliore le peculiarità del territorio. La caratteristica terra rossa, ricca di ferro e calcare, figlia di un fenomeno geologico noto come carsismo, dove la siccità si alterna al tipico vento chiamato Bora, restituisce uve che danno vita a vini secchi, corposi e strutturati, che da epoche remote accompagnano la gastronomia carsica e regionale.Per passione hanno piantato  anche un piccolo appezzamento coltivato a Cabernet Sauvignon. ll vigneto si trova su una vallata carsica naturale all‘altezza di 90 m sul livello del mare ed è inserito in un ecosistema molto particolare e complesso. Circondato da una superficie boschiva ancora intatta e incontaminata, il vigneto è in simbiosi con il contesto naturalistico circostante. Ciò si traduce in una vera e propria filosofia di gestione del vigneto che non è incentrata sull‘attività produttiva, bensì si integra in un micro habitat nel rispetto di ciò che oggi si definisce sostenibilità ambientale.Il numero di ceppi per ettaro è di 8800 per la Malvasia e il Terrano e 9800 per la Vitovska, una densità d‘impianto notevole che porta ad aumentare la competitività naturale delle piante nella ricerca delle risorse idriche e quindi delle sostanze nutritive. La cura delle viti viene effettuata esclusivamente a mano, dalla potatura invernale fino alla vendemmia che avviene soltanto quando l‘uva raggiunge la piena maturità fisiologica. La prevenzione delle malattie sul vigneto segue la filosofia della lotta agronomica biologica che comporta l‘inerbimento completo dei filari, utlizzo di prodotti a base di rame e zolfo, ma anche a base di propoli in forma di emulsioni: la propoli, derivato del miele, è un antibiotico naturale ed ha la funzione di rafforzare la parte esterna dell‘acino dell‘uva prevenendo dunque attacchi fungini che possono verificarsi dopo le piogge in estate inoltrata e autunno.

La Vitovska 2009 mi ha sorpreso. Già contento della filosofia “green” dell’azienda e della dinamicità e professionalità di Natasa Cernic il vino è stato un’ottima partenza alla scoperta di questo vitigno. La vendemmia naturalmente è manuale e dopo la fermentazione il vino riposo per un perodo in vasche inox.

Il colore è un giallo paglierino dall’aspetto quasi brillante. E’ uno di quelle gradazioni di colore che ti invogliano a bere.

Il primo naso è fine, molto discreto, con accenni evolutivi e buona persistenza.

Il secondo naso si apre con aromi molto vivi di fiori ( biancospino e camomilla) mischiati a frutta come il melone ed a un accenno di litchi e ananas. La vena alcolica è ben presente all’esame olfattivo.

L’attacco in bocca è molto fresco, con un’acidità quasi minerale. L’alcool c’è e non fa nulla per nascondersi anche se è attenuato dall’acidità. E’ sapido, quasi iodato,minerale con una persistenza aromatica media ed un finale amarognolo. In bocca ritroviamo sapori già noti come il litchi, il mango ben integrati nella mineralità molto evidente. Mi è piaciuto questo primo approccio al vitigno e bevendo i primi sorsi mi sono immaginatoil paesaggio carsico, con le sue rocce calcaree e con la sua durezza che sa trasformarsi in generosità. secondo il mio punto di vista il vino è molto gradevole anche se ha una certa esuberanza alcolica.

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