Alla ricerca del nuovo Sassicaia

Posted on 8 febbraio 2012

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L’allegato speciale di Decanter è interamente dedicato all’Italia: Italy 2012 from tuscany to sicily celebrating Europe’s most diverse  wine country. Richard Baudains,uno dei più grandi conoscitori di vini italiani al mondo, è l’autore dell’articolo che ripercorre l’epopea della costa toscana epropone le nuove star del futuro. L’area che normalmente s’intende per costa toscana abbraccia cinque provincie: Massa,Pisa, Lucca,Livorno e Grosseto. Da nord a sud è lunga 230 km e si spinge nei territori interni per circa 100 km. Abbiamo un ventaglio enorme di clima, suoli e condizioni di terroir. Le colline al nord di Lucca sono le più piovose mentre la fascia costiera intorno a Grosseto è la più arida: mediamente…. Richard ripercorre la cronologia della costa toscana: gli anni ’70 hanno visto nascere Sassicaia e gli eterni rivali di Ornellaia. Gli anni ’80 sono la culla di Le Macchiole, Grattamacco,Michele Satta e Tua Rita. Gli anni’90 hanno visto la vera e propria esplosione della costa toscana specialmente nella regione di Castagneto Carducci ( con la creazione della  nuova Bolgheri DOC )  e la Maremma Toscana.  Molti produttori di qualità italiani e non si sono buttati nel progetto maremma. Glia anni 2000 segnano il ritorno del Sangiovese e delle altre varietà locali, con piccoli produttori che emergono, sempre meno interventi in vinificazione ed un approccio biologico sempre più consistente. Richard afferma che il prossimo decennio sarà quello del terroir e ne sono convinto anche io. Richard  in poche parole ha descritto gli ultimi 40 anni della costa. Poi inizia a fare un percorso delle provincie della costa toscana.

In quella di Lucca e Pisa , Richard segnala l’azienda biodinamica Tenuta Valgiano che ha raggiunto una qualità che altri stentano ancora a trovare. In Garfagnana c’è Poderi Concori con un intenso carattere di viticultura di montagna. In provincia di Massa c’è l‘azienda agricola Cima con la sua rara Massaretta, uva dalla grande personalità.

Provincia di Pisa la DOC Colline Pisane ha ormai abbandonato i suoi Chianti leggeri e fruttati in favore di un Sangiovese più corposo oppure di altre uve come il Merlot Nambrot della Tenuta di Ghizzano che è una delle interpretazioni migliori di questa varietà nella regione.

Anche lo Syrah può avere un grande futuro in queste terre. I nuovi terroir sono le colline sassose vicino a Riparbella dove si trova un’eccellente azienda biodinamica :Caiarossa che produce vini dalla grande personalità.

Altre aziende da sorvegliare sono: Fattoria Sorbaiano, Podere La Regola, Cosimo Maria Masini, Tenuta Podernovo, Varramista, Pagani de Marchi, I giusti e Zanza e Castello del Terriccio.

Nella provincia di Livorno bisogna segnalare che in termini di qualità Sassicaia e Ornellaia non hanno più il monopolio a Bolgheri.Il vero sviluppo a Bolgheri è l’estensione della DOC alle singole varietà come Syrah e Cabernet Franc  con enormi potenzialità. Altre zone che faranno parlare di se sono le DOCG di Suvereto e Val di Cornia Rosso soprattutto con il Merlot ed il Sangiovese. Nomi da sorvegliare sono: Castello di Bolgheri, Campo al Fico, Guado al Tasso, Poggio al tesoro, Tenuta Argentiera, Petra, Rubbia del Colle, Bulichella e Guado al Re.

Nella provincia di Grosseto la tendenza è di abbandonare lo stile alcolico mediterraneo per abbracciare vini più eleganti, con tannini più fini e più frutto. Esempio classico è Vallerana Alta di Poggio Argentiera probabilmente il migliore Ciliegiolo d’Italia.

Altra DOC in rapida scesa è Montecucco con i suoi Sangiovese. Collemassari, Montecucco e Sallustri aziende top.

Per quanto riguarda le sue preferenze Richard ha dato due 19/20 a Collemassari Lombrone Sangiovese Riserva , Montecucco 2007 e  Vallerana Alta Maremma Toscana , Poggio Argentiera 2009.

Grazie ancora a Richard Baudains per il suo splendido articolo sulle nuove realtà della Costa Toscana.

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