Guida ai migliori Champagne 2011: quelli senza malolattica

Posted on 23 dicembre 2011

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Dopo avere pubblicato le classifiche degli Champagne con fermentazione malolattica totale, con fermentazione malolattica parziale ecco infine quelli senza “malo”. Dopo la fermentazione alcolica per impedire l’attuarsi di questa fermentazione malolattica , l’enologo utilizza dello zolfo ( tra i 3 ed i 5 gr/litro) oppure degli enzimi. I vini che conservano il loro acido malico sono più vivi, più acidi; sono vini che sanno assorbire gli anni senza invecchiare. Ecco il perchè alcune maison preferiscono non attuare le fermentazione malolattica, anche se quest’ultima obbliga ad un invecchiamento molto più lungo in cantina oppure un dosage più importante.

PHILIPPONAT Clos des Goisses 2002  18/20

Naso molto brioche, di un raro spessore, ecco l’esempio della maturità che solo i grandi terroir riescono ad esprimere . L’assenza della “malo” e la tensione naturale di questo millesimo immenso fanno di questo vino un champagne molto “aereo”. Il Clos de Goisses più delicato mai prodotto . Degorgement giugno 2011.  Ma che cosa è il Clos de Goisses? E’ un vigneto di 5,5 ettari che si trova a ridosso delle case del villaggio di Mareuil sur Ay, con una magnifica esposizione sud ed un pendio con delle pendenze che variano tra il 25 ed il 40%. Esclusiva e monopole della Philipponat, il vigneto è piantato con un 70% di Pinot Noir ed un 30% di Chardonnay sopra di un suolo di puro gesso. L’età media della vigna è di 25 anni.

E’ un Clos indefinibile, è pressochè impossibile riuscire a definire e distinguere con precisione i caratteri dello Chardonnay e del Pinot Noir. Questo vino si distingue per la mascolinità, robustezza, la mineralità gessosa. Sembra bizzarro che questo vigneto non sia un Grand Cru, ma solamente un Premier Cru del villaggio di Mareuil.

GOSSET Extra Brut 1998  17,5/20

Il primo naso è abbastanza chiuso, su note di ossidazione-riduzione. Dopo cinque minuti nel bicchiere il vino inizia ad aprirsi. Una purezza estrema con note tostate molto delicate. La bocca è potente, con una lunghezza e persistenza di un altro pianeta. Bottiglia indispensabile per capire tutti i benefici della senza “malo” sullo Champagne.

jean pierre mareigner chef de cave gosset

Jean Pierre Mareigner, chef de cave della maison Gosset dal 1983, afferma che: da Gosset nessun Champagne effettua la fermentazione malolattica. I vini così tengono una migliore vivacità ed una migliore espressione degli aromi. Ma perchè cio avvenga bisogna lasciarli fare una fermentazione di quattro mesi in bottiglia ed un invecchiamento di quattro anni per la Grande Reserve e il Grand Rosè, più di sei anni per i millesimati e otto anni per la Celebris Blanc. Il debole dosaggio preserva la purezza aromatica. Bisogna essere pazienti per degustare Gosset. I vini senza “malo” esigono del tempo.

PLOYEZ-JACQUEMART Brut Liesse d’Harbonville 1998  16,5/20

Primo naso con forte riduzione, quasi metallico. Bocca tonica, pura, tipica della senza malolattica, con i suoi sentori agrumosi( limone) molto presenti. Firma molto discreta del legno. E’ una cuvee molto particolare, vinificata solamente nelle annate straordinarie; l’assemblaggio è un 70% Chardonnay ed un 30% di Pinot Noir e Meunier, vinificati in barriques.

MOUTARD PERE ET FILS Champ Persin Cotes des Bar  15/20

Uno Champagne tonico ma mai agressivo grazie ad un dosage molto presente. Da aperitivo.

LANSON Extra Age  14,5/20

Molto evoluto con i suoi aromi di miele e moka, ha un limite  agressivo nella sua tensione acida. Una dissociazione che ha caratterizzato molti 1996. Aspettiamo l’armonia.

ESTERLIN Clèo  14/20

 

Molto diretto, teso, acidulo, segnato da un finale molto taglient che si abbina a meraviglia con i piatti freddi iodati.

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Posted in: champagne, francia