Guida ai migliori Champagne anno 2011: quelli con fermentazione malolattica

Posted on 20 dicembre 2011

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La fermentazione malolattica, cioè la trasformazione dell’acido malico in acido lattico, è praticata e controllato nello Champagne fin dagli anni 60′. E’ una seconda fermentazione  che inizia subito dopo quella alcolica, e che provoca una “caduta” dell’acidità nel vino. La ragione principale sul perchè di fare la malolattica è quella di ridurre il rischio di una ri-fermentazione in bottiglia con i rischi di avere un attacco lattico ed un deposito molto volatile difficile da eliminare. Durante le annate fredde gli Champagne posseggono una acidità agressiva e la fermentazione malolattica permette di “civilizzare” questi vini molto incisivi. Dunque uno Champagne con la malolattica sarà uno Champagne più rotondo e morbido. Con questa fermentazione si sviluppano anche nuovi aromi come il diacetyle, cioè l’odore del burro fresco. Circa il 95% degli Champagne subiscono una fermentazione parziale o completa. I degustatori della Revue du Vin de France hanno limitato questa degustazione solamente alle grandi maison anche per capire meglio lo spirito dello Champagne di grande diffusione.

PHILIPPONNAT  Brut Royal Reserve  15,5/20

Firma molto matura, con una bocca quasi dolciastra dovuta all’uva molto matura e non al dosage. Una morbidezza originale unita ad una finezza di bollicina molto rara. Ottimo

TAITTINGER Brut Grand Cru Prelude  15,5/20

Il Pinot Noir ( 50%) regala una bella struttura e volume, equilibrato dalla purezza dello Chardonnay. Questa cuvee ha guadagnato in armonia ed eleganza  negli ultimi anni. Ottimo lavoro.

BOLLINGER  Brut Special Cuvee  15/20

Vinoso, ricchezza di sapori e di struttura si ritrovano in questo Champagne di grande numeri e sempre superiore alla media di questa categoria. Si presenta molto più teso ma meno ossidativo rispetto all’anno scorso.

HENRIOT  Brut Souverain  15/20

Molto frutto, si ritrova la delicatezza che noi amiamo in questa cuvee. Lo Chardonnay domina con la sua finezza. Una bella sorpresa che speriamo di ritrovare.

VEUVE CLICQUOT  Brut Carte Jaune  15/20

Il vino ha del fondo ed un sapore superiore alla media  dei bruts dei grand negoce. Con poca morbidezza perchè la malolattica è stata fatta su una base di Pinots raccolti abbastanza “croccanti”.

BILLECART SALMON Brut Reserve  14,5/20

Naso fruttato,tonico,un pò evanescente sull’effervescenza. Degustato alla cieca risulta difficile di classificarlo in questa categoria. Finale puro e fresco.

HENRI GUIRAUD Brut Grand Cru Ay Hommage  14,5/20

I sentori legnosi sono molto presenti. Molta materia, potente, vinoso. La fermentazione malolattica va nel senso del vino, della ricchezza. Champagne da tavola.

PERRIER JOUET  Grand Brut  14,5/20

Ricco e presente. Termina su note amare che si stempereranno a tavola.

MUMM Brut  Cordon Rouge   14/20

Vino franco. La malolattica apporta della presenza ad una bocca di frutti rossi ( pinots) molto semplice.

JOSEPH PERRIER Brut Cuvee Royale  14/20

Potente, tipico Pinot, molto giovane. Un accenno di morbidezza nel finale è il segnale che la malolattica è fatta. Termina con carattere ma è un pò verde.

VEUVE A.DEVAUX Grande Reserve  14/20

L’insieme è rotondo, appetitoso, facile, quadrato e senza fronzoli.

PAUL GOERG Brut Tradition  13,5/20

Lavorato ma franco al gusto. La Malolattica gli regala uno spirito completo.

LAURENT PERRIER Brut L.P.  13,5/20

Intensità aromatica piuttosto floreale superiore alla media. Bocca leggermente magra  che fa sentire il dosage molto presente.

LOMBARD ET CIE Brut Grand Cru  13,5/20

Uno champagne molto “quadrato”, fatto bene, senza grandi sorprese

MOUTARD  Brut Reserve  13/20

Franco e diretto. La malolattica gli regala delle note ossidative.

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