Bianco di Bellona e Sabbie di Sopra

Posted on 16 febbraio 2011

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La degustazione l’abbiamo iniziata con un vino bianco la Coda di Volpe della Tenuta del Cavaliere Pepe, si tratta del Bianco di Bellona Irpinia Coda di Volpe DOC.

vitigno coda di volpe

 

L a tenuta di circa 40 ettari a vigneto, e 5 ettari  ad oliveto, è situata tra i paesi di Luogosano , Sant’angelo all’Esca e Taurasi, le vigne hanno in media 10 anni e si trovano in prima collina a circa 350 metri slm su un terreno prevalentemente argilloso.

BIANCO DI BELLONA CODA DI VOLPE 2007-TENUTA DEL CAVALIERE PEPE

Bianco di Bellona è un vino prodotto dal magico vitigno Coda di Volpe, dedicato appunto alla bellissima dea della guerra che, secondo la leggenda, festeggiava insieme alle sue truppe innaffiandosi di questo vino bianco.

 

bianco di bellona

 

 

All’aspetto visivo si presenta con un bel colore giallo paglierino abbastanza scarico.

Il primo naso appare interessante con un fruttato molto evidente, floreale con note di camomilla e tiglio leggermente appassiti. La freschezza viene ricordata con accenni di note leggermente agrumate che mi ricordano il pompelmo.

All’esame gustativo appare evidente la freschezza , l’alcool è evidente ma non ingombrante, insomma è ben equilibrato. La mineralità la si ritrova su note leggermente saline che si confondono con un finale ammandorlato abbastanza lungo.

Un ottimo vino dall’attacco franco ed aro0matico tipico di questa zona dell’Irpinia , terra vocata fin dall’antichità alla coltivazione della vigna.

16/20

Dopo il primo bianco attacchiamo con i rossi .

SABBIE DI SOPRA 2008

Il primo in batteria è il Palagrello Nero Sabbie di Sopra di Nanni Copè. Siamo a Castel Campagnano, un paese affacciato sul fiume Volturno a circa 215 metri slm., qua si trovano le famose arenarie di Caiazzo, una roccia madre molto antica che risale a circa 7 milioni di anni. Qualche anno addietro Giovanni Ascione si è innamorato di questa zona dell’alto casertano dove i vigneti si alternano a macchie di bosco, con il mare a soli trenta km.

Il vigneto si chiama Sopra il Bosco, appunto per la sua locazione , mentre la parola sabbie deriva dalla composizione del terreno che è prevalentemente sabbioso.

Il Sabbie di Sopra il Bosco è un Terre del Volturno IGT e l’uvaggio è costituito da Palagrello Nero al 70%, Aglianico al 25% e di viti ultracentenarie di Casavecchia al 5%,.

Il vino si presenta con un bel colore rosso rubino molto profondo, ottima l’estrazione della materia colorante.

Al primo naso appaiono molto evidenti sentori minerali di pietra focaia e un leggero fumè; la presenza del legno è percettibile ma non fastidiosa. Infatti il vino effettua la fermentazione malolattica in tonneau nuovi da 500 lt., successivamente si affina in altri tonneau nuovi al 50% e usati al 25%. Insomma una ricerca quasi estrema della perfezione.

Il secondo naso ci svela aromi molto eleganti che sembrano timidi,prugna, ciliegia marasca,spezie nere e liquirizia; finale leggermente su note vegetali.Il frutto è maturo, l’uva viene raccolta secondo la maturazione ottimale.

All’esame gustativo si ha un attacco che ci dona una sensazione di dolcezza che pero’ è subito stemperato dalla freschezza importante, i tannini sono fitti ma molto morbidi.

Buona l’alcolicità , l’equilibrio c’è ed ha pure un ottima armonia. Nuovamente ritroviamo i sentori minerali ( il vino lascia veramente parlare il terroir); il finale è abbastanza lungo su note che ricordano la ciliegia e frutti rossi all’eau de vie. Ottimo vino, particolare, da scoprire che può ancora migliorare con un paio d’anni in bottiglia. Il vino mi ha sorpreso positivamente per la sua particolarità quasi selvaggia che però lascia spazio ad una eleganza non indifferente. Quando parliamo di vini di terroir ecco qua l’esempio. Bravo Giovanni

18,5/20

 

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